Dolo: cos’è?

dolo

Il dolo, nel diritto penale, è uno degli elementi soggettivi del reato, un elemento, cioè, che identifica l’atteggiamento di chi agisce nei confronti del fatto criminoso.
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò del dolo, del significato della parola dolo, delle sue varie forme e della differenza con un altro elemento psicologico del reato: la colpa.

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Il dolo così come la colpa e la preterintenzione sono i tre elementi soggettivi del reato. Ognuno di questi termini ha un significato ben preciso e si traduce in un atteggiamento diverso nei confronti dell’evento da parte di chi agisce.
Esistono poi varie forme di dolo che ciascuna con un diverso significato, che vale la pena analizzare.
Si precisa sin da subito che questo articolo tratterà concetti estremamente complessi in modo volutamente semplicistico e talvolta banale così da far capire anche al lettore non esperto di diritto, ma interessato alla tematica, di cosa si sta parlando.
Ora scendiamo nel dettaglio e capiamo cos’è il dolo.

 
 

Quali sono i reati dolosi? [ torna al menu ]

Prima di comprendere a pieno cos’è il dolo bisogna fare un passo indietro.
L’aggettivo “doloso” va posto immediatamente dopo al termine “reato”. Ma cos’è un reato?
In termini volutamente semplificativi e senza alcuna pretesa di completezza, il reato può essere definito come un fatto umano contrario alla legge, conforme ad una norma che per quel fatto prevede una pena.
Ad esempio, se uccidi un uomo, devi sapere che questo fatto corrisponde ad una norma (l’art 575 cp), che per quel fatto prevede la pena della reclusione non inferiore a ventuno anni.
I reati si distinguono in: delitti e contravvenzioni (hai capito bene, la contravvenzione contrariamente a quanto si crede è un reato, ben diverso dalla sanzione amministrativa che eleva un vigile urbano in caso di divieto di sosta).
I delitti sono i reati più gravi. L’omicidio, ad esempio, è un delitto (clicca sulla parola per sapere cosa sono i reati contro la persona, categoria alla quale appartiene il reato di omicidio).
Di regola quindi, i reati dolosi sono i delitti. Per i delitti, la colpa e la preterintenzione possono sussistere solo quando è la legge a prevederlo.
Le contravvenzioni invece possono essere punite, indifferentemente a titolo di dolo o di colpa.
Poste le necessarie basi, facciamo un passo in avanti: che cosa si intende per dolo?

 

Art 43 cp [ torna al menu ]

Secondo l’art 43 cp (clicca qui per visualizzare l’articolo) il reato è doloso, o secondo l’intenzione, quando l’evento (ad esempio la morte di un uomo) è dall’autore del reato preveduto e voluto come conseguenza della propria azione.
L’art 43 fa poi riferimento ad altri due elementi soggettivi del reato: la preterintenzione e la colpa.
Il delitto è preterintenzionale, o oltre l’intenzione, quando dall’azione deriva un evento più grave di quello voluto.
Il delitto è invece colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento anche se preveduto, non è voluto da chi agisce e si verifica per negligenza, imprudenza, imperizia, oppure per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline.
Appurato che nel nostro ordinamento il dolo rappresenta uno degli elementi soggettivi del reato, ma qual è il significato di dolo?

 

Dolo: significato [ torna al menu ]

Come visto il reato è doloso quando chi agisce prevede e vuole un determinato evento (ad es. la morte di una persona).
Il dolo rappresenta dunque la forma più grave di colpevolezza, i reati dolosi sono infatti quelli puniti con le pene più severe.
Il dolo non va confuso con il movente, termine che identifica i motivi per i quali un soggetto ha provocato un determinato evento. L’aver agito per gelosia, per vendetta costituiscono moventi ma non hanno nulla a che vedere con il dolo.
Esistono varie forme di dolo, vediamo le più importanti.

 

Dolo intenzionale [ torna al menu ]

È la forma più intensa, nella quale la volontà raggiunge l’intensità massima.
L’esempio è quello di chi spara con il preciso intento di uccidere. Il risultato può essere certo, probabile o anche solo possibile, perché l’incertezza non inficia sulla intenzionalità.
Il dolo intenzionale non è infatti escluso nel caso del tiratore inesperto che agisce al fine di provocare la morte di un uomo ma è dubbioso sul fatto di riuscire nell’intento.

 

Dolo diretto [ torna al menu ]

A differenza del dolo intenzionale questa forma viene caratterizzata dal ruolo centrale della rappresentazione.
Chi agisce si rappresenta come conseguenza certa o altamente probabile un determinato evento (la morte di un uomo) che però non persegue intenzionalmente. La morte dell’uomo quindi non è l’obiettivo che da causa alla condotta, ma costituisce solo uno strumento necessario per la realizzazione dello scopo perseguito.
L’esempio può essere quello del terrorista che, al fine di sequestrare un uomo politico, è costretto a sparare contro gli uomini della scorta che lo proteggono, con la certezza o quasi, di provocarne la morte.
Qui è evidente che l’evento morte non è perseguito intenzionalmente ma è solo un mezzo per la realizzazione dello scopo.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
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Dolo eventuale [ torna al menu ]

È la forma più lieve tanto che dottrina e giurisprudenza hanno trovato numerose difficoltà nel distinguerla dalla forma più grave della colpa (la colpa cosciente). Tra le due categorie vi è infatti un confine sottilissimo.
Di base possiamo dire che in questa forma l’evento morte non costituisce lo scopo finale della condotta né è previsto come certo o altamente probabile.
L’autore del reato si rappresenta l’evento morte come possibile e ciononostante agisce.
L’esempio è quello dell’individuo che si affaccia dal balcone, disturbato dagli schiamazzi di un gruppo di ragazzi in strada e lancia contro di loro una bottiglia di vetro.
Pur prevedendo che dalla sua condotta possano derivare delle conseguenze (anche la morte di una persona) decide comunque di agire.
Senza alcuna pretesa di completezza ed esaustività è possibile dire che la differenza con la colpa cosciente è rinvenibile nel fatto che il dolo eventuale richiede l‘accettazione del rischio, nella colpa cosciente invece il soggetto agisce nella convinzione che l’evento morte non si verificherà (ad es. perché confida nelle sue abilità). Si fa generalmente l’esempio dell’autista che nel procedere a forte andatura, prevede l’investimento del pedone, ma confidando nelle sue abilità di guida, ritiene di poterlo evitare.
In ogni caso le teorie che hanno tentato di delineare il confine tra le due categorie sono numerose.
Sul punto si consiglia di leggere anche la Sentenza a sezioni unite della Corte di Cassazione (Cass. sez. un. 38343/2014 caso Thyssenkrupp).

 

Dolo generico e dolo specifico [ torna al menu ]

Altra importante distinzione è quella tra dolo generico e specifico.
Il primo corrisponde alla nozione tipica di dolo e si ha quando la norma richiede solamente che il dolo riguardi gli elementi del reato.
Il dolo specifico consiste invece in uno scopo o in una finalità ulteriore che il soggetto agente deve prendere di mira ma che non è necessario che si realizzi effettivamente perché il reato si configuri. Ad esempio nel furto è necessario che l’autore del reato oltre a voler impossessarsi di un bene sottraendolo ad altra persona, persegua il fine di trarre profitto. Affinché si realizzi il reato di furto non è però necessario che il profitto effettivamente si realizzi.

 

Premeditazione e dolo [ torna al menu ]

Quando si parla di premeditazione bisogna anzitutto distinguere altre due forme di dolo: il dolo d’impeto e quello di proposito.
La prima forma sussiste quando il reato è il risultato di una decisione improvvisa e viene immediatamente eseguito.
La seconda quando trascorre un considerevole lasso di tempo da quando sorge l’idea criminosa a quando viene realizzata.
La premeditazione è invece prevista dal nostro ordinamento come aggravante, questa è la differenza con il dolo che è invece un elemento soggettivo.
La premeditazione si ha quando la decisione è accompagnata da preordinazione delle modalità e dei mezzi allo scopo di assicurare il successo del piano criminoso.

 

Qual è la differenza tra dolo e colpa? [ torna al menu ]

Come abbiamo visto il reato è considerato doloso se c’è la previsione e la volontà. Questo distingue il dolo dalla colpa.
Nella colpa l’evento anche se preveduto non è voluto dall’autore del reato e si verifica per aver violato determinate norme.
Nell’omicidio doloso, tenendo da parte la forma del dolo eventuale, chi agisce si rappresenta e prevede nella sua testa che se punta una pistola contro un uomo e preme il grilletto provocherà la morte di quell’individuo.
Nella colpa invece, l’evento morte non è voluto in alcun modo. Chi si mette alla guida superando i limiti di velocità viola una norma sulla circolazione stradale, può anche prevedere che da questa condotta possa derivare un evento infausto come la morte di una persona, ma non la vuole.

 

Dolo: conclusioni [ torna al menu ]

Come si è potuto verificare dalla lettura dell’articolo la commissione di un reato doloso comporta conseguenze piuttosto rilevanti.
Essere indagati per aver commesso un omicidio doloso o colposo fa differenza, soprattutto da un punto di vista sanzionatorio e quindi della pena applicabile in concreto.
Nei reati che vengono puniti esclusivamente a titolo di dolo, un buon avvocato penalista come primo obiettivo per una difesa efficace deve puntare a dimostrare che il dolo non sussiste. Che non c’era cioè la volontà di commettere quel determinato reato.
Per i reati che vengono puniti anche a titolo di colpa, come l’omicidio, se puntare all’assoluzione è particolarmente complicato si deve cercare quantomeno di dimostrare che quel determinato reato è stato compiuto colposamente.
Se pensi di aver commesso un reato, non sai come comportarti ed hai bisogno di un Avvocato penalista contattami per una consulenza.

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