Stalking: il significato e la pena del reato di cui all’art 612 bis cp

stalking

Stalking alla pari di altre parole straniere, è un termine entrato prepotentemente nel linguaggio comune nonché in quello giudiziario. Lo stalking è infatti un reato previsto dall’articolo 612 bis del codice penale.
Ma quando si può parlare di stalking?
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò del reato di stalking previsto dall’art 612 bis cp, del significato del termine “stalking”, di quale è la pena prevista per questo reato e delle tipologie di atti persecutori che la prassi ha ormai cristallizzato.

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Il reato di stalking appartiene alla categoria dei reati contro la persona ed in particolare dei delitti contro la libertà individuale. Bene giuridico tutelato è la libertà personale e morale della persona.
Oggi la tecnologia ha ulteriormente facilitato la commissione di questo reato, il quale può essere posto in essere anche attraverso strumenti quali il telefono o i social network.
Ma andiamo con ordine:
Qual è il significato della parola stalker? E cosa fa uno stalker?

 
 

Stalker: significato [ torna al menu ]

Quando si parla del reato di atti persecutori, è bene anzitutto individuare il soggetto che pone in essere tali condotte.
Lo “stalker“, letteralmente “molestatore” è quel soggetto che pone in essere atti di molestia o minaccia, ripetuti nel tempo, nei confronti di una persona.
Lo stalker può essere una qualsiasi persona, di qualunque sesso ed età: il partner, l’ex fidanzato/a, l’amante, un collega, un amico/a.
Come vedremo, le condotte possono essere realizzate mediante diversi strumenti: di persona, al telefono o tramite i social e in diversi luoghi.
Ma quali sono gli atti o comportamenti persecutori?

 

Art 612 bis: atti persecutori [ torna al menu ]

L’articolo 612 bis cp (clicca qui per prendere visione dell’articolo) ha ad oggetto il reato di stalking ed è rubricato “atti persecutori”. Con questo articolo il legislatore prevede una determinata pena (che dopo vedremo) a seguito di alcune condotte tenute dallo stalker.
Che cosa sono gli atti persecutori?
In particolare commette il reato di atti persecutori chi con condotte ripetute nel tempo, minaccia o molesta qualcuno. Queste condotte devono provocare un perdurante e grave stato di ansia o di paura o ingenerare un fondato timore per la propria incolumità o di un prossimo congiunto oppure devono costringere la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita.
L’articolo prevede alcune circostanze aggravanti per le quali la pena è aumentata.
Ciò avviene ad esempio quando il fatto viene commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, o se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
L’aumento di pena può essere applicato anche quando il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità.

 

Stalking: significato [ torna al menu ]

La parola “Stalking” deriva dal verbo inglese “to stalk” che significa “inseguire”.
Possono essere fatti degli esempi di stalking per chiarire meglio il concetto:
il tuo/la tua ex partner, ancora scottato/a dal fatto che vi siete lasciati, inizia a seguirti, ad inviarti messaggi e ad aspettarti all’uscita dal lavoro.
Questa situazione ti provoca stress ed ansia, hai paura per la tua incolumità e sei costretto/a a cambiare strada per recarti in ufficio o a modificare gli orari in cui esci di casa.
Il reato di stalking pertanto può essere realizzato ogniqualvolta un individuo, di qualsiasi sesso ed età, compie pedinamenti, appostamenti, invia ripetuti messaggi, o più in generale pone in essere atti di molestia o minaccia.
Risulta chiaro dunque che, per configurare lo stalking siano necessarie delle condotte reiterate dalle quali devono derivare delle conseguenze precise per la vittima.
Ad ogni modo la Cassazione ha chiarito che anche due sole condotte di molestie o minacce o lesioni, commesse in un breve arco di tempo, sono idonee a configurare lo stalking, non essendo necessario che che gli atti persecutori si manifestino in una prolungata sequenza temporale (Cass. n. 33842/2018).

 

Stalking: pena [ torna al menu ]

La pena prevista per il reato di stalking è la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi.
Il reato, introdotto nel 2009 (D.L. 11/2019), è stato recentemente modificato dalla L. 69/2019 (cd. Codice rosso), che ne ha innalzato la pena (originariamente era prevista la reclusione da sei mesi a cinque anni).
Lo stalking può inoltre comportare l’applicazione di una misura cautelare già in fase di indagini preliminari. Non è infatti remoto che il P.M., nel caso in cui sussistano gravi indizi di colpevolezza ed una tra le esigenze cautelari previste dal codice, possa chiedere al G.I.P. l’applicazione di una misura cautelare.
È possibile che venga applicata la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa ma anche gli arresti domiciliari o la custodia cautelare in carcere.
Inoltre un’ipotetica condanna per stalking aggravato non consente al Pubblico Ministero di sospendere l’ordine di esecuzione della pena.
Ciò significa che se il reato è aggravato dopo che la sentenza di condanna sarà divenuta definitiva, dovrai andare in carcere.

 

Stalking: procedibilità [ torna al menu ]

Alcuni reati vengono definiti “perseguibili a querela di parte” perché è assolutamente necessario proporre una querela per chiedere la punizione del presunto colpevole. Senza la querela non inizierà alcun processo.
Questa categoria di reati si differenzia dai cd. reati procedibili “d’ufficio” per i quali la presentazione di un atto di querela non è necessaria per instaurare un procedimento penale.
Lo stalking, di base, rientra nella prima categoria. Nelle ipotesi non aggravate previste dal primo e dal secondo comma sarà necessario presentare una querela se vuoi chiedere la punizione dello stalker.
Nei casi di condotte poste in essere nei confronti di un minore e di persona con disabilità oppure se il fatto è commesso con un altro reato per cui si deve procedere d’ufficio, la querela non è necessaria perché lo stalking è procedibile d’ufficio.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
Se necessiti di un Avvocato esperto in diritto penale a Roma contattami per una consulenza.

 

Denuncia per stalking [ torna al menu ]

Bisogna anzitutto partire dalla persona offesa. Come visto in alcuni casi è indispensabile presentare una querela per chiedere la punizione dello stalker. Diversamente dagli altri reati per i quali il termine di presentazione della querela è pari a tre mesi dal momento in cui hai avuto conoscenza del fatto, per il reato di atti persecutori il termine è di sei mesi. Scaduto questo termine non sarà più possibile chiedere la punizione del colpevole.
Nelle ipotesi aggravate, come detto, la querela non è necessaria.
Ciò significa che se le Forze dell’ordine dovessero venire a sapere che una persona ti sta “stalkerizzando” (ad es. a seguito della segnalazione di un tuo amico, di un centro antiviolenza, o a seguito della presentazione di una denuncia) il procedimento penale a carico dello stalker inizierebbe comunque.
L’invito rivolto a chi è vittima di stalking è quello di prendere coscienza della situazione, con tutte le sue difficoltà, e denunciare. Presentare una querela (quando necessario), farsi assistere da professionisti del settore, oltre che da un legale, sono i primi passi da compiere.
Per chi invece riceve una denuncia per stalking le cose vanno in modo diverso.
A partire da questo momento inizieranno le indagini preliminari a seguito delle quali se il P.M. non avanzerà richiesta di archiviazione, comincerà il vero e proprio processo penale.

 

Stalking telefonico [ torna al menu ]

Come già evidenziato, diverse sono le modalità con le quali il reato di atti persecutori può essere realizzato.
Il telefono è senza dubbio uno dei mezzi maggiormente utilizzati dallo stalker. Si pensi a continue telefonate o messaggi (sms o su Whatsapp) anche nel cuore della notte.
Come già evidenziato, le condotte devono ingenerare uno stato di ansia, paura o timore o un cambiamento nelle abitudini di vita della persona (si pensi alla perdita di sonno con conseguente assunzione di sonniferi o ansiolitici).
Diversamente il reato configurabile non sarà quello di atti persecutori ma quello di molestie (art 660 cp).
Una recente sentenza della Corte di Cassazione inoltre ha stabilito che il comportamento accondiscendente della vittima, non esclude il reato di stalking (Cass. n. 26588/2017).

 

Stalking su social network [ torna al menu ]

Oltre al telefono, lo sviluppo della tecnologia ha comportato un esponenziale aumento dei reati commessi attraverso il pc ed in particolare su internet e sui social network.
Facebook, Instagram ed altri social hanno notevolmente semplificato le modalità di connessione tra utenti, facilitando indirettamente la commissione di reati.
La Corte di Cassazione ad esempio ha ritenuto che pubblicare continuamente post offensivi sui social network possa configurare il reato di stalking (Cass. n. 45141/2019).
In questo caso il cambiamento alle proprie abitudini di vita può concretizzarsi ad esempio nel dover “chiudere” il proprio profilo Facebook o Instagram.

 

Stalking condominiale [ torna al menu ]

È noto che il condominio sia teatro di incomprensioni e discussioni anche piuttosto accese tra condomini.
A volte le antipatie tra i vari proprietari possono portare al compimento di reati, anche gravi.
I casi riguardanti lo stalking realizzato da un vicino di casa sono aumentati a tal punto da coniare l’espressione “stalking condominiale“.
Si pensi ad una persona che blocca l’ascensore per dispetto, suona continuamente il campanello, recapita messaggi o avvisi intimidatori fuori dalla porta di casa.
Queste condotte possono portare la vittima ad un cambiamento delle proprie abitudini di vita. La persona offesa sarà più accorta quando esce di casa, modificherà i propri orari di uscita o di rientro.
La Cassazione ha ritenuto che controllare lo spioncino della porta di casa prima di uscire sul pianerottolo condominiale al fine di evitare incontri con lo stalker, sia un cambiamento nelle proprie abitudini di vita, idoneo a configurare lo stalking (Cass. n. 10111/2018).

 

Stalking giudiziario [ torna al menu ]

Con questa espressione si vuole indicare quella prassi, sempre più radicata, mediante la quale una persona pone in essere, nei confronti di un’altra, condotte di molestia mediante atti giudiziari.
Le pretese possono essere avanzate in sede penale ma anche in sede civile ed amministrativa.
Si pensi a infondate e pretestuose querele idonee a determinare l’inizio di una serie di procedimenti penali a carico di un soggetto.
Questa situazione può essere senz’altro idonea ad ingenerare nella vittima uno stato di ansia e turbamento oltre a costringerla ad affrontare le spese del processo.
La Suprema Corte, con una recente sentenza, ha inflitto la misura del divieto di esercitare l’attività professionale per un anno, ad un Avvocato, a causa del reato di atti persecutori commesso mediante la continua e sistematica proposizione di atti di querela nei confronti di un soggetto (Cass. n. 11429/2021).

 

Stalking: conclusioni [ torna al menu ]

Come hai potuto constatare, lo stalking è un reato grave, posto a tutela della libertà personale e morale della persona offesa.
Se sei l’indagato, già durante le indagini preliminari, è possibile che venga applicata una misura cautelare quale la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari, oppure il divieto di avvicinamento alla persona offesa.
Se sei la vittima è invece necessario che tu sappia esattamente cosa fare, anche al fine di valutare la possibilità di costituirti parte civile nel processo penale.
Per questo motivo, qualsiasi sia la tua posizione, è necessario che tu ti rivolga quanto prima ad un Avvocato penalista che sappia guidarti, sin dalle indagini e successivamente durante il processo penale, nella scelta della giusta strategia difensiva.
Se sei indagato per aver commesso il reato di stalking o un altro reato contro la persona, oppure ne sei vittima, contattami.

Per ulteriori approfondimenti visita l’apposita sezione del sito dedicata ai reati contro la persona.

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