Maltrattamenti in famiglia: l’art 572 cp

maltrattamenti in famiglia

I maltrattamenti in famiglia sono una tra le fattispecie penali più gravi e pericolose che possono configurarsi in ambito famigliare. Si tratta di un reato, previsto dall’art 572 cp.
Ma quali sono i maltrattamenti in famiglia?
Mi chiamo Mattia Fontana, sono un Avvocato penalista. Se necessiti di una consulenza puoi rivolgerti al mio studio legale penale a Roma. In questo articolo ti parlerò del reato di maltrattamenti in famiglia previsto dall’art 572 cp, della pena, della procedibilità e di cosa fare in caso di denuncia per maltrattamenti.

Stai cercando un Avvocato penalista ed hai bisogno di una consulenza? Contattami!

Il reato di maltrattamenti in famiglia appartiene alla categoria dei reati contro la famiglia ed anticipa il titolo relativo ai reati contro la persona. Bene giuridico tutelato è l’integrità psico-fisica di persone facenti parte di contesti familiari o para-familiari.
All’interno dell’articolo proveremo a rispondere ad alcune domande tra le quali: qual è la pena per maltrattamenti in famiglia? E cosa succede con una denuncia per maltrattamenti?
Scopriamolo.

 
 

Reato di maltrattamenti in famiglia [ torna al menu ]

Il reato di maltrattamenti in famiglia consiste essenzialmente nel tenere condotte quali minacce, lesioni, atti di disprezzo e umiliazione, ingiurie e privazioni nei confronti della vittima. Si tratta di un reato posto a tutela del legame giuridico che intercorre tra persone che appartengono alla stessa famiglia o hanno un vincolo assimilabile. È un reato proprio, poiché può essere commesso esclusivamente da persona che hanno un particolare vincolo nei confronti del soggetto passivo.
Si parla senz’altro di maltrattamenti in famiglia quando il fatto sia commesso nei confronti di figli, genitori, del coniuge o altri familiari conviventi.
Il rapporto di convivenza non è requisito essenziale, purché vi sia un rapporto di affidamento reciproco.
I maltrattamenti costituiscono un reato abituale pertanto i fatti acquistano rilevanza penale a seguito della loro reiterazione nel tempo.
La Corte di Cassazione ha precisato che gli atti oggetto del reato di maltrattamenti non devono per forza di cose essere realizzati per un tempo prolungato, essendo sufficiente la loro ripetizione anche in ambiti temporali circoscritti.
Tuttavia, prosegue la Corte, due soli episodi non vengono considerati sufficienti per integrare il reato poiché in tal caso non sussisterebbe la caratteristica dell’abitualità che la norma richiede (Cass. n. 35997/2020).

 

L’art 572 cp [ torna al menu ]

L’art 572 cp (clicca qui per prendere visione dell’articolo) punisce appunto chi maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o affidata a lui per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte.
La pena, che a breve vedremo, è aumentata se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità.
La pena è ulteriormente aumentata se dal fatto deriva una lesione personale o la morte della vittima.
Il minore di diciotto anni che assiste ai maltrattamenti viene considerato persona offesa dal reato.

 

Maltrattamenti in famiglia: codice rosso [ torna al menu ]

Con la L. 69/2019 anche nota come “Codice Rosso” si è intervenuti su alcune fattispecie penali esistenti prevedendo degli inasprimenti di pena e introducendo nuove fattispecie di reato.
È stata introdotta la nuova fattispecie di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (cd. revenge porn), così come per il reato di maltrattamenti è stata prevista una pena diversa e più severa (che a breve vedremo).
Il termine “codice rosso” deriva dall’urgenza medica con la quale vengono trattati alcuni casi rispetto ad altri.
Lo scopo della Legge è proprio questo, dare la priorità assoluta ad alcuni reati in ambito investigativo, in considerazione del loro allarme sociale e delle conseguenze a volte tragiche per la vittima. Qualora dovesse essere commesso uno tra i reati compresi all’interno del codice rosso, Pubblico Ministero e Forze dell’Ordine si attiverebbero immediatamente e le indagini verrebbero concluse velocemente.

 

Maltrattamenti in famiglia: pena [ torna al menu ]

La pena prevista per il reato di maltrattamenti in famiglia è la reclusione da tre a sette anni.
La pena è aumentata fino alla metà nel caso in cui il fatto sia commesso in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità.
Se invece dal fatto deriva una lesione personale grave la pena è la reclusione da quattro a nove anni. Nel caso in cui ne derivi una lesione gravissima, si applica la pena della reclusione da sette a quindici anni. Se ne deriva la morte la pena è della reclusione da dodici a ventiquattro anni.
Oltre alle pene previste dall’art 572 cp, è possibile che durante le indagini preliminari, il Pubblico Ministero, richieda l’applicazione di una misura cautelare.
Scopo della misura sarà quello di evitare possibili contatti tra l’autore del reato e la persona offesa. Il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e gli arresti domiciliari sono le due misure più frequentemente applicate oltre alla custodia cautelare in carcere per i reati più gravi.

 

Maltrattamenti in famiglia: procedibilità [ torna al menu ]

Alcuni reati si dicono “perseguibili a querela di parte“. Per questi reati è necessario proporre una querela per chiedere la punizione del presunto responsabile. Se non viene sporta una querela il procedimento penale non inizierà.
Questi reati vanno tenuti distinti dai cd. reati “procedibili d’ufficio” per i quali non è necessario che venga presentato un atto di querela da parte della persona offesa, ma è possibile che il procedimento penale cominci a seguito di una denuncia o di una semplice segnalazione da parte di chiunque.
Il reato di maltrattamenti in famiglia appartiene alla categoria dei reati procedibili d’ufficio.
La denuncia da parte di un qualsiasi cittadino farà iniziare il procedimento penale, che andrà avanti anche a prescindere dalla volontà della persona offesa.

 

Maltrattamenti in famiglia: prescrizione [ torna al menu ]

Prima di indicare qual è il termine di prescrizione del reato previsto dall’art 572 cp, è necessario accennare a questo importante istituto.
Con il termine “prescrizione” si intende la causa estintiva del reato che si verifica nei casi in cui non si sia giunti ad una sentenza emessa nei confronti dell’imputato entro un dato termine temporale individuato dalla Legge.
Il termine coincide (in assenza di atti interruttivi) con la pena prevista per ogni singolo reato, ma non può essere inferiore ai sei anni in caso di delitto e quattro anni in caso di contravvenzione.
Ma quando si prescrive il reato di maltrattamenti?
Il reato di cui all’art 572 prevede, in assenza di circostanze aggravanti, la pena della reclusione, nel massimo, di sette anni.
Si precisa inoltre che per il reato di maltrattamenti, l’art 157 cp prevede il raddoppio dei termini di prescrizione.
Alla luce delle considerazioni fin qui esposte è possibile affermare che il termine di prescrizione del reato di maltrattamenti è pari a quattordici anni.
Il tempo sarà maggiore nel caso in cui si siano provocate delle lesioni o addirittura la morte della vittima.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
Se necessiti di un Avvocato esperto in diritto penale a Roma contattami per una consulenza.

 

Maltrattamenti in famiglia: cosa fare [ torna al menu ]

Se sei vittima di maltrattamenti devi sapere esattamente quali sono i primi passi da compiere per uscire da questa tremenda situazione.
Sul territorio nazionale vi sono numerosi centri antiviolenza, sempre disponibili ad ascoltare e dispensare consigli alle vittime di reati appartenenti a questa tipologia.
Un supporto psicologico da parte di un professionista è un altro dei primi passi da compiere per non perdere l’orientamento.
Da ultimo sarà possibile rivolgersi ad un Avvocato penalista al fine di capire se sussistono gli estremi per redigere e presentare un atto di denuncia. Più avanti si potrà verificare la possibilità di costituirsi parte civile nel processo penale con lo scopo di chiedere il risarcimento dei danni subiti.

 

Denuncia per maltrattamenti in famiglia [ torna al menu ]

Se hai maltrattato qualcuno è possibile che venga presentata una denuncia da parte della persona offesa o di un cittadino, ad esempio un vicino di casa che può aver assistito al fatto.
Nella prima fase verranno svolte delle indagini tramite le quali, le Forze dell’ordine, cercheranno di ricostruire i fatti. Successivamente il Pubblico Ministero deciderà se richiedere l’archiviazione o concludere le indagini per fare in modo che cominci il vero e proprio processo penale.
Trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, il processo continuerà a prescindere dalla volontà della persona offesa.
Durante il processo inoltre, è possibile che la persona danneggiata si costituisca parte civile al fine di chiedere il risarcimento del danno.

 

Maltrattamenti in famiglia: assoluzione [ torna al menu ]

Ottenere una sentenza di assoluzione quando si è imputati per il reato di maltrattamenti, può essere un’impresa davvero ardua.
Innanzitutto il tuo Avvocato dovrà studiare gli atti processuali per comprendere di quali prove può disporre la Procura.
Nel caso in cui vi siano referti o certificati medici che attestino lesioni sul corpo della vittima oppure testimonianze oculari da parte di terze persone, sarà molto difficile provare la propria innocenza.
Il concetto espresso sinora vale ancora di più se si pensa che la testimonianza della persona offesa può essere di per sé sufficiente a far condannare l’imputato.
Proprio per questo l’attento legale dovrà vagliare l’attendibilità e la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dalla vittima, anche in sede di controesame dibattimentale.

 

Maltrattamenti in famiglia: conclusioni [ torna al menu ]

I maltrattamenti in famiglia, come evidenziato, costituiscono un reato posto a tutela della famiglia e dell’integrità psico-fisica della vittima.
Maltrattare qualcuno può portare a conseguenze devastanti anzitutto per la persona offesa ma anche per l’indagato, al quale, anche in fase di indagini potrebbe essere applicata una misura cautelare.
Per questo motivo, ti consiglio di rivolgerti ad un Avvocato penalista che sappia darti le giuste indicazioni anche in vista di un eventuale processo.
Se sei indagato per aver commesso il reato di maltrattamenti o un altro reato contro la famiglia, oppure ne sei vittima contattami.

Per ulteriori approfondimenti visita l’apposita sezione del sito dedicata ai reati contro la persona.

Stai cercando un Avvocato penalista ed hai bisogno di una consulenza? Contattami!