Ricettazione: il reato di cui all’art 648 cp

ricettazione

Ricettazione è una tra le parole che più spesso vengono pronunciate nelle aule dei tribunali ma anche durante telegiornali e sui quotidiani. Si tratta di un reato previsto e punito dall’art 648 cp.
Ma come funziona la ricettazione?
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò del reato di ricettazione previsto dall’art 648 cp, del significato del termine “ricettazione”, della pena e della prescrizione previste per tale reato e di cosa accade in caso di denuncia per ricettazione oltre che di altri aspetti rilevanti.

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Il reato di ricettazione appartiene alla categoria dei reati contro il patrimonio. Bene giuridico tutelato è, appunto, il patrimonio della persona offesa. Mediante l’introduzione del reato di ricettazione si è cercato di bloccare la commissione del reato presupposto (quello cioè da cui proviene il bene o il denaro) rendendolo meno appetibile.
Ma andiamo con ordine. Una persona non esperta di diritto potrebbe chiedere:
quando è ricettazione?

 
 

Ricettazione: significato [ torna al menu ]

Commettere il reato di ricettazione significa, essenzialmente, acquistare un bene o ricevere oppure occultare denaro che provengono da un altro reato (il cd. reato presupposto).
Il ricettatore deve agire con il fine di trarre un profitto, senza dover necessariamente essere consapevole degli estremi del reato da cui i beni o il denaro provengono. Ciò significa che il Giudice dovrà valutare i fatti e cercare di capire dagli stessi se l’acquirente fosse effettivamente a conoscenza, o quanto meno avesse un fondato sospetto circa la provenienza illecita dei beni.
La Corte di Cassazione ha inoltre recentemente ribadito che la provenienza illecita del bene posseduto, possa desumersi dalle caratteristiche del venditore, dal prezzo di vendita e dalle caratteristiche e dalla natura del bene stesso (Cass. n. 46419/2019).

 

L’art 648 cp [ torna al menu ]

L’art 648 codice penale (clicca qui per prendere visione dell’articolo) stabilisce che chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve o occulta denaro o altre cose provenienti da un altro reato (il codice penale parla di “delitto” cioè di uno tra i reati più gravi) o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da due a otto anni e con la multa da 516 euro a 10.329 euro.
Quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti dai reati di: rapina aggravata, estorsione aggravata, furto aggravato, la pena è aumentata. La pena è altresì aumentata se il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.
La pena è invece della reclusione da uno a quattro anni e della multa da 300 euro a 6.000 euro quando il denaro o le cose derivano da una contravvenzione (sono i reati meno gravi) punita con la pena dell’arresto superiore nel massimo ad un anno e nel minimo a sei mesi.
Da ultimo, nel caso in cui il fatto sia di particolare tenuità si applica la pena della reclusione sino a sei anni e della multa sino a 1000 euro nel caso di denaro o beni provenienti da delitto. La pena è della reclusione sino a tre anni e della multa sino a 800 euro se invece denaro o beni provengono da contravvenzione.

 

Ricettazione: esempio [ torna al menu ]

Al fine di comprendere in modo migliore in cosa consiste il reato di ricettazione, è possibile fare un esempio.
Una persona ti dice di aver rubato alcune borse firmate che ora sta rivendendo a prezzi stracciati.
Fiuti l’affare e nonostante tu sappia che quei beni sono stati rubati (il furto è il reato presupposto in questo caso), decidi comunque di acquistarli.
Vengono disposte delle indagini e ti viene contestato il reato di ricettazione.
Risulta infatti evidente che tu fossi consapevole del fatto che le borse fossero state rubate.
Ovviamente a tua potenziale discolpa potrai sempre dire: “non lo sapevo“.
In tal caso il Giudice dovrà valutare la compatibilità di questa affermazione con i fatti concreti e le caratteristiche del bene.
Le modalità di vendita, il prezzo stracciato, le caratteristiche del bene e del venditore, sono tutti elementi che potrebbero portare il Giudice a ritenere che l’acquirente avesse una certa consapevolezza o quantomeno un fondato sospetto sulla provenienza illecita dei beni.
Tuttavia se chi acquista un bene non lo fa nella consapevolezza circa la provenienza illecita ma lo fa “incautamente” potrà essere chiamato a rispondere del reato, meno grave, di incauto acquisto. Vedremo più avanti di cosa si tratta.

 

Ricettazione: pena [ torna al menu ]

Un cliente a studio, durante un ricevimento, mi pone questa domanda: “Avvocato, quanto è la condanna per ricettazione?” In altri termini, qual è la pena per ricettazione?
La norma, di cui all’art 648 cp è chiara. Come evidenziato chi compie il reato di ricettazione rischia la pena della reclusione fino a otto anni oltre ad una cospicua multa. Solo nel caso in cui vi siano delle attenuanti, come ad esempio se il fatto risulti di particolare tenuità o se il reato presupposto sia un reato meno grave, la pena risulterà in concreto più bassa.

 

Ricettazione: prescrizione [ torna al menu ]

Per quanto concerne la prescrizione va innanzitutto fatta una premessa.
Con il termine “prescrizione” si intende la causa estintiva del reato che si verifica nei casi in cui non si sia giunti ad una sentenza irrevocabile di condanna dell’imputato entro un dato termine temporale individuato dalla Legge.
Il termine coincide (in assenza di atti interruttivi) con la pena prevista per ogni singolo reato, ma non può essere inferiore ai sei anni in caso di delitto e quattro anni in caso di contravvenzione.
Il reato di cui all’art 648 cp, si prescrive in otto anni (tempo che aumenta fino a dieci anni se ci sono atti interruttivi della prescrizione).
Posto che la ricettazione è un delitto, il termine di prescrizione sarà minore per le ipotesi meno gravi previste dall’art 648 cp ma, in ogni caso, non potrà comunque essere inferiore ai sei anni.

 

Denuncia per ricettazione: cosa succede [ torna al menu ]

Alcuni reati, definiti perseguibili a “querela di parte” richiedono necessariamente la proposizione di una querela da parte della persona offesa al fine chiedere la punizione del presunto colpevole. Questa tipologia di reati si differenzia dai cd. reati procedibili “d’ufficio” per i quali non è necessario presentare alcun atto di querela per instaurare un procedimento penale.
La ricettazione rientra nella seconda categoria di reati, pertanto potrai essere indagato per questo reato, senza che nessuno abbia proposto alcuna querela.
Le indagini potranno essere condotte dalle Forze dell’Ordine autonomamente o a seguito di una denuncia (che è cosa diversa dalla querela), atto comunque non indispensabile per l’inizio del procedimento penale.
Se a seguito delle indagini preliminari, la notizia di reato dovesse risultare fondata, inizierà il vero e proprio processo penale.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
Se necessiti di un Avvocato esperto in diritto penale a Roma contattami per una consulenza.

 

Il reato presupposto [ torna al menu ]

Con questo termine si indica il reato da cui proviene il bene oggetto della ricettazione. Come visto può trattarsi sia di un reato grave (un delitto) oppure di un reato considerato meno grave dall’ordinamento (contravvenzione).
Come già evidenziato, l’art 648 cp prevede una circostanza aggravante nel caso in cui il reato presupposto sia una rapina aggravata, una estorsione aggravata oppure un furto aggravato. In questi casi la pena prevista per il reato di ricettazione è aumentata.
Chi commette il reato di ricettazione non deve aver partecipato al reato presupposto e non è necessario che sia consapevole degli estremi di questo reato.
È necessario vi sia un fondato sospetto circa la provenienza delittuosa dei beni stessi.

 

Ricettazione e incauto acquisto [ torna al menu ]

Come anticipato, oltre al reato in esame esiste un’altra fattispecie penale conosciuta come “incauto acquisto”, che si discosta dalla ricettazione per alcuni aspetti.
La ricettazione è un delitto (si chiamano delitti i reati più gravi), l’incauto acquisto è una contravvenzione (sono i reati meno gravi).
Diversa gravità vuol dire diversa pena e diversi termini di prescrizione. L’incauto acquisto prevede la pena dell’arresto (diversa dalla pena della reclusione prevista per il reato di cui all’art 648 cp) e si prescrive in quattro anni (cinque in presenza di atti interruttivi) e non in otto anni (dieci in presenza di atti interruttivi).
La ricettazione, essendo un delitto, richiede il dolo. Richiede cioè la consapevolezza (o il fondato sospetto) circa la provenienza illecita del bene posseduto.
L’incauto acquisto invece può essere punito anche a titolo di colpa. In questo caso chi acquista non è consapevole della provenienza illecita del bene, ma ha un semplice dubbio e agisce per negligenza.
Facciamo un esempio: navigando su internet trovi lo smartphone che volevi acquistare ad un prezzo molto più basso. Ti viene il dubbio, ma il venditore ti sembra affidabile e procedi con l’acquisto effettuando il bonifico. Tuttavia non sai che lo smartphone è stato rubato.
In questo caso, sembra evidente che tu abbia agito in buona fede, il dubbio pertanto potrà configurare al massimo il reato di incauto acquisto, ma non quello di ricettazione.

 

Cosa si rischia per incauto acquisto? [ torna al menu ]

L’incauto acquisto è previsto dall’art 712 cp. Questo articolo prevede che chiunque, senza averne accertato prima la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose, che per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore a 10 euro. La stessa pena viene applicata a chi si adopera per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcune delle cose predette, senza averne prima accertata la legittima provenienza.

 

Ricettazione e riciclaggio [ torna al menu ]

Al pari del reato di ricettazione anche il riciclaggio necessita di un reato presupposto. In questo caso tuttavia la condotta non consiste nell’acquistare o nel ricevere o occultare denaro oppure altri beni provenienti da reato.
Scopo del reato di riciclaggio è invece quello di ostacolare l’identificazione della provenienza illecita del denaro o di un determinato bene.
L’art 648 bis stabilisce che chiunque sostituisce o trasferisce denaro beni o altre utilità provenienti da un reato oppure compie altre operazioni in modo tale da ostacolarne l’identificazione circa la provenienza illecita è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5.000 a 25.000 euro.
Si tratta pertanto di un reato ancora più grave rispetto alla ricettazione.
La Corte di Cassazione, nel tracciare la distinzione tra ricettazione e riciclaggio ha sostenuto che, l’individuo che acquista un’auto rubata e modifica il numero di targa e di telaio, commette il reato di riciclaggio. In tal caso infatti il soggetto, cambiando il numero di targa e del telaio dell’auto, senz’altro ne ostacola l’identificazione della provenienza illecita (Cass. n. 28759/2016).

 

Ricettazione: conclusioni [ torna al menu ]

Come hai potuto leggere nell’articolo, la ricettazione è un reato grave, posto a tutela del patrimonio della persona offesa.
A volte capita effettivamente di acquistare beni, senza conoscerne la provenienza delittuosa. Tuttavia in questi casi è possibile che l’indagine per ricettazione parta comunque.
È necessario allora, rivolgerti quanto prima ad un Avvocato penalista che sappia guidarti, sin dalle indagini ed successivamente durante il processo penale, nella scelta della giusta strategia difensiva.
Se hai un indagine in corso o devi affrontare un processo per aver commesso il reato di ricettazione o un altro reato contro il patrimonio oppure ne sei vittima, contattami.

Per ulteriori approfondimenti visita l’apposita sezione del sito dedicata ai reati contro il patrimonio.

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