Prescrizione reati: cos’è e come si calcola

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La prescrizione penale è una causa di estinzione del reato. È cioè una causa al verificarsi della quale il reato si estingue e non può più essere accertata la responsabilità dell’eventuale responsabile.
Ma come funziona la prescrizione?
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò della prescrizione penale, ed in particolare dei termini di prescrizione dei reati e di come viene calcolata.

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La prescrizione può rappresentare una valida via di uscita se il fatto di reato è stato posto in essere molto tempo prima e non ci sono possibilità di ottenere una sentenza di assoluzione.
Trascorso un certo numero di anni infatti, se vi è un processo penale in corso, il Giudice dichiarerà l’estinzione del reato per avvenuta prescrizione ed il processo terminerà.
La prescrizione è in ogni caso espressamente rinunciabile dall’imputato.
Ma scendiamo nel dettaglio e scopriamo cos’è e come si calcola la prescrizione penale?

 
 

Prescrizione: cos’è [ torna al menu ]

Con il termine prescrizione si intende quell’istituto con il quale l’ordinamento garantisce la cd. “certezza del diritto”.
La prescrizione assume un significato diverso se la si guarda da un punto di vista civilistico o penalistico.
Nel diritto civile la prescrizione identifica una causa di estinzione di un diritto. Se un soggetto non esercita un diritto per un determinato periodo di tempo perde la possibilità di esercitarlo.
In diritto penale la prescrizione identifica una causa di estinzione del reato. Al trascorrere del tempo prestabilito dalla Legge, senza che nel frattempo sia intervenuta alcuna sentenza irrevocabile, verrà dichiarata l’estinzione del reato e non sarà più possibile perseguire penalmente l’eventuale responsabile.
Per sentenza irrevocabile si intende una sentenza che non può più essere impugnata con i mezzi ordinari di impugnazione (ad es. la sentenza pronunciata dalla Cassazione).

 

Prescrizione penale [ torna al menu ]

A mente dell’art 157 cp la prescrizione estingue il reato (clicca sulla parola per saperne di più) decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria.
Per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per il reato consumato o tentato, senza tener conto della diminuzione per le circostanze attenuanti e dell’aumento per le circostanze aggravanti, salvo che per le aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria e per quelle ad effetto speciale, nel qual caso si tiene conto dell’aumento massimo di pena previsto per l’aggravante.
Quando invece per il reato la legge stabilisce pene diverse da quella detentiva e da quella pecuniaria, si applica il termine di tre anni.

 

Prescrizione reati: significato [ torna al menu ]

In molti ancora si domandano quale sia la ratio, ossia il fondamento, di tale istituto.
A parere di chi scrive la principale motivazione circa la presenza di questo importante istituto nel nostro Ordinamento è rinvenibile nella certezza del diritto.
Se la prescrizione non fosse presente nel nostro sistema giuridico l’autore del reato potrebbe trovarsi nell’assurda situazione di essere assoggettato ad un processo penale per un indeterminato periodo di tempo (cd. “fine processo mai”).
La prescrizione pertanto identifica una rinuncia dello Stato a far valere la propria pretesa punitiva, in considerazione del tempo trascorso dalla commissione del fatto. Ciò avviene anche per ragioni di opportunità giudiziaria, al fine di contrastare il fenomeno della irragionevole durata dei processi.

 

A partire da quando si calcola la prescrizione dei reati? [ torna al menu ]

Abbiamo detto che il tempo minimo necessario a prescrivere è pari a sei anni in caso di delitto e quattro anni in caso di contravvenzione.
Ma qual è il momento a partire dal quale va computato tale periodo?
Per i reati consumati il termine di prescrizione decorre dal giorno della consumazione, che corrisponde a quello in cui sono stati integrati tutti gli elementi costitutivi del reato di volta in volta in esame.
Per quanto riguarda i delitti tentati, il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui è stato compiuto l’ultimo atto idoneo ed univocamente diretto alla commissione del delitto.
Per i reati permanenti (ad esempio il sequestro di persona) la prescrizione decorre dal giorno in cui è cessata la permanenza.
Lo stesso criterio è adottato nei casi di reato abituale (ad es. i maltrattamenti in famiglia).

 

Atti interruttivi della prescrizione penale [ torna al menu ]

Alcuni atti vengono chiamati “atti interruttivi della prescrizione”. Tali atti sono specificamente indicati dall’art 160 cp e sono: l’ordinanza che applica le misure cautelari personali e quella di convalida del fermo o dell’arresto; l’interrogatorio reso davanti al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria, su delega del pubblico ministero, o al Giudice; l’invito a presentarsi al pubblico ministero per rendere l’interrogatorio; il provvedimento del giudice di fissazione dell’udienza in camera di consiglio per la decisione sulla richiesta di archiviazione; la richiesta di rinvio a giudizio; il decreto di fissazione della udienza preliminare; l’ordinanza che dispone il giudizio abbreviato; il decreto di fissazione della udienza per la decisione sulla richiesta di applicazione della pena; la presentazione o la citazione per il giudizio direttissimo; il decreto che dispone il giudizio immediato; il decreto che dispone il giudizio; il decreto di citazione a giudizio; il decreto penale di condanna.
Ma qual è l’effetto di tali atti?

 

Interruzione della prescrizione [ torna al menu ]

Gli atti interruttivi determinano una interruzione della prescrizione.
La prescrizione interrotta ricomincia a decorrere dall’inizio dal giorno dell’interruzione. Se più sono gli atti interruttivi, la prescrizione decorre dall’ultimo di essi.
L’art 161 cp dispone che l’interruzione della prescrizione non può in ogni caso comportare l’aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere (più avanti vedremo come calcolare l’intero periodo).
Per alcuni reati questo termine è maggiore ed in particolare corrisponde alla metà per alcuni reati contro la Pubblica amministrazione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, nonché nei casi di recidiva aggravata, di due terzi nel caso di recidiva reiterata e del doppio nei casi in cui l’imputato sia dichiarato delinquente abituale o professionale.

 

Sospensione della prescrizione [ torna al menu ]

Diversa dalla interruzione è la sospensione della prescrizione. Quest’ultima si verifica al ricorrere di precise cause previste dalla Legge.
Durante la sospensione, il tempo necessario a prescrivere viene congelato e continua a decorrere con il venir meno della causa di sospensione. È questa la grande differenza con l’istituto dell’interruzione che non congela il tempo necessario a prescrivere ma lo fa decorrere dall’inizio a partire dal giorno dell’interruzione.
L’istituto della sospensione è trattato dall’art 159 cp il quale prevede delle specifiche ipotesi di sospensione.
Tra le più importanti vi sono senz’altro l’impedimento delle parti o dei difensori oppure la richiesta dell’imputato o del suo difensore.
Il Giudice durante il corso del processo, al fine di determinare il tempo necessario a prescrivere, dovrà tenere conto esclusivamente dei periodi precedenti e successivi alla causa sospensiva.

 

Calcolo prescrizione reati [ torna al menu ]

Come visto la Legge stabilisce un termine diverso a seconda se il reato sia un delitto o una contravvenzione. Abbiamo poi identificato il momento a partire dal quale questo termine inizia a decorrere.
Ma come si calcola effettivamente il termine di prescrizione del reato?
Facciamo un esempio: il reato di furto (previsto dall’art 624 cp) prevede la pena della reclusione da sei mesi a tre anni.
Se è vero quanto abbiamo detto prima circa il tempo necessario a prescrivere un delitto, il reato di furto (che rientra nella categoria dei delitti) potrà essere dichiarato prescritto al trascorrere di sei anni dal momento della consumazione del reato.
Se però vi sono atti interruttivi della prescrizione (come ad es. il decreto di citazione a giudizio) il termine aumenterà di un quarto e pertanto sarà pari a sette anni e sei mesi dal momento di consumazione del reato.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
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Prescrizione reati: raddoppio dei termini [ torna al menu ]

I termini di prescrizione sono raddoppiati per alcuni reati previsti specificamente dalla Legge.
Si tratta in particolare dei reati di: frode processuale; disastro colposo; alcune ipotesi qualificate di omicidio colposo; omicidio stradale; alcuni reati di natura associativa e terroristica; delitti contro l’ambiente; delitti contro la personalità individuale (tra cui l’omicidio); alcuni delitti contro la libertà sessuale (tra cui ad es. la violenza sessuale); maltrattamenti contro familiari o conviventi.
Il raddoppio dei termini di prescrizione come a breve vedremo, dilata così tanto il periodo necessario a prescrivere il reato da renderlo di fatto imprescrittibile.

 

Reati imprescrittibili [ torna al menu ]

Come poc’anzi evidenziato, vi sono dei reati che potremmo definire di fatto imprescrittibili. Sono quei reati che prevedono pene molto severe o per i quali la Legge prevede il raddoppio dei termini di prescrizione.
In questi casi, considerato il lungo periodo necessario a prescrivere il reato, quest’ultimo finisce per essere praticamente imprescrittibile.
La prescrizione inoltre non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti.
Se ad esempio venissi indagato per aver ucciso una persona e venissero contestate circostanze aggravanti per le quali la Legge prevede la pena dell’ergastolo, il reato sarebbe imprescrittibile.
Reati puniti con la pena dell’ergastolo invece sono ad esempio i reati contro la personalità dello stato (ad es. attentato contro il presidente della repubblica).

 

Prescrizione reati: le contravvenzioni [ torna al menu ]

Come abbiamo già avuto modo di vedere il termine necessario per dichiarare la prescrizione di un reato differisce nel caso in cui il reato in questione sia un delitto oppure una contravvenzione.
La Legge chiama “delitti” i reati più gravi, “contravvenzioni” i reati minori, che pertanto vengono puniti con pene meno severe.
Per tale ragione il termine di prescrizione tra le due tipologie di reati risulterà diverso. Più lungo per i delitti (minimo 6 anni), più corto per le contravvenzioni (minimo 4 anni).
Ad es. la guida in stato di ebbrezza è una contravvenzione, il cui termine di prescrizione è pari a 4 anni. Se si verificano atti interruttivi questo termine aumenta di un quarto e risulterà pari a 5 anni.

 

Prescrizione penale: riforma [ torna al menu ]

L’istituto della prescrizione è stato oggetto di numerose riforme, in particolare nell’ultimo ventennio.
Si ricordano quattro principali interventi di cui a breve parleremo.
L’originario sistema normativo è stato dapprima modificato grazie all’intervento della Legge n. 251/2005 (c.d. “ex Cirielli”). Tale Legge è intervenuta sulle modalità di calcolo del tempo necessario a prescrivere rivedendo il sistema di scaglioni fino ad allora previsto e sostituendolo con termini di prescrizione differenziati in base al massimo della pena edittale prevista per ciascun reato.
La Legge n. 103/2017 (c.d. “riforma Orlando”) ha introdotto due nuovi periodi di sospensione del corso della prescrizione decorrenti, rispettivamente, dalla sentenza di condanna in primo ed in secondo grado. Lo scopo della norma era quello di allungare i termini di prescrizione favorendo la pronuncia di una sentenza.
A distanza di pochi anni, la Legge n. 3/2019 (c.d. “riforma Bonafede”) ha rivoluzionato la disciplina della prescrizione abrogando le disposizioni in tema di sospensione del corso della prescrizione introdotte poco prima. La riforma ha previsto un blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado (anche se di assoluzione) o dopo il decreto penale di condanna, sino alla esecutività della sentenza che definisce il giudizio o all’irrevocabilità del decreto penale di condanna.
Quest’ultima riforma non è andata esente da critiche tanto che con la nuova Legge n. 341/2021 (c.d. “riforma Cartabia”) si è intervenuti proprio su questo aspetto. La riforma ha mantenuto il cd. blocco della prescrizione prevedendo però che i processi in appello ed in cassazione non possano durare rispettivamente più di due anni ed un anno pena l’improcedibilità dell’azione.

 

Prescrizione reati: conclusioni [ torna al menu ]

Come avrai capito, la prescrizione (clicca qui per una esatta definizione) può rappresentare una via d’uscita tutte quelle volte in cui non è possibile ottenere una sentenza di assoluzione.
In alcuni casi la strategia processuale può consistere proprio nel tentare di far trascorrere il più tempo possibile al fine di ottenere una sentenza dichiarativa della prescrizione.
Proprio per questo motivo devi rivolgerti quanto prima ad un Avvocato penalista, che sia in grado di consigliarti sulle scelte da prendere e sulla strategia processuale da adottare.
Se devi affrontare un processo penale in qualità di indagato o di persona offesa e vuoi sapere se il reato è prescritto, contattami.

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