Oltraggio a Pubblico Ufficiale: l’art 341 bis cp

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L’oltraggio a Pubblico Ufficiale, così come le condotte di resistenza o minaccia sono delle fattispecie penali poste a tutela di quei soggetti che ricoprono pubbliche funzioni. L’oltraggio a Pubblico Ufficiale è un reato, previsto dall’art 341 bis cp.
Ma cosa si rischia per oltraggio a Pubblico Ufficiale?
Mi chiamo Mattia Fontana, sono un Avvocato penalista. Se necessiti di una consulenza puoi rivolgerti al mio studio penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò del reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale previsto dall’art 341 bis cp, della pena, della procedibilità e di cosa succede in caso di denuncia per oltraggio.

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Il reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale appartiene alla categoria dei reati contro la pubblica amministrazione e più nello specifico dei reati commessi dai privati contro la pubblica amministrazione. Bene giuridico tutelato è l’onore ed il decoro del Pubblico Ufficiale.
Il lettore curioso non esperto di diritto potrebbe porre questa domanda: cosa succede se si insulta un poliziotto?
Scopriamolo.

 
 

Oltraggio: significato [ torna al menu ]

L’oltraggio viene definito come l’offesa grave e consapevole contro la dignità di qualcuno. In questo caso è necessario che il soggetto passivo sia un Pubblico Ufficiale. L’oltraggio può essere posto in essere tanto con parole quanto con gesti offensivi.
Non è richiesto che l’offesa arrecata al prestigio del Pubblico Ufficiale sia tale da avere determinato un turbamento nello stesso. Non si richiede altresì che sia commessa con violenza o con minaccia, essendo solo richiesto che l’offesa sia rivolta al Pubblico Ufficiale mentre compie un atto del suo ufficio e a causa o nell’esercizio delle sue funzioni, e che avvenga in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza i più persone (Cass. n. 16869/2019).
Secondo la Corte di Cassazione inoltre, definire “incompetenti” ed “ignoranti” alcuni Carabinieri mentre stanno elevando una multa, integra il reato previsto dall’art 341 bis cp (Cass. n. 13981/2019).

 

Pubblico Ufficiale: significato [ torna al menu ]

Ai sensi dell’art 357 cp Pubblico Ufficiale è colui che esercita una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.
A titolo esemplificativo possono ricoprire la funzione di Pubblico Ufficiale: il Sindaco, gli Assessori ed i Consiglieri comunali, i Parlamentari, il Giudice, Pubblici ministeri, Notai, Forze dell’Ordine.
Nella maggior parte dei casi, il reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale viene commesso nei confronti di Poliziotti, Carabinieri e più in generale da soggetti appartenenti alle Forze dell’Ordine.
La qualifica di Pubblico Ufficiale va tenuta distinta da quella di “incaricato di pubblico servizio” che l’art 358 cp definisce come il soggetto che a qualunque titolo presta un pubblico servizio. Esempi possono essere: il custode del cimitero, gli infermieri oppure il collaboratore scolastico.

 

L’art 341 bis cp [ torna al menu ]

L’art 341 bis cp (clicca qui per prendere visione dell’articolo) punisce chiunque in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un Pubblico Ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni.
La norma richiede la sussistenza di determinati requisiti.
Innanzitutto l’offesa deve avvenire in “luogo pubblico” o “luogo aperto al pubblico“. Sono considerati tali una piazza o una pubblica via, così come bar, ristoranti, mezzi pubblici ed anche la caserma dei carabinieri.
È inoltre necessario che l’offesa venga portata alla presenza di più persone. Non è necessario che le espressioni offensive vengano percepite effettivamente, essendo sufficiente che le persone presenti possano potenzialmente udirle. Il requisito è integrato anche se tra le più persone si tenga conto di appartenenti alle forza dell’ordine (Cass. n. 3348/2019).
L’offesa deve inoltre avvenire in presenza del Pubblico Ufficiale stesso, il quale deve compiere un atto d’ufficio. Pertanto se offendi un carabiniere che in quel momento non è in servizio, non commetterai alcun reato.

 

Oltraggio a Pubblico Ufficiale: pena [ torna al menu ]

La pena prevista per il reato di cui all’art 341 bis cp è la reclusione da sei mesi a tre anni.
La pena viene aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se il Pubblico Ufficiale è condannato per quel fatto dopo l’attribuzione, l’autore dell’offesa non è punibile.
Inoltre se l’imputato, prima del giudizio, ripara interamente il danno mediante risarcimento nei confronti della persona offesa e dell’ente di appartenenza, il reato è estinto.
La riforma operata dal D.L. n. 53/2019 ha inciso sulla pena prevista dall’art 341 bis. Precedentemente a tale modifica infatti, la norma prevedeva sempre la reclusione nel massimo pari a tre anni, ma non prevedeva alcun minimo edittale, fissato ora in sei mesi.

 

Oltraggio a Pubblico Ufficiale: quando non è reato? [ torna al menu ]

Finora abbiamo visto quali sono i requisiti che devono sussistere per far sì che il reato di cui all’art 341 bis cp possa dirsi integrato.
Ma quand’è che invece nonostante vengano pronunciate frasi offensive nei confronti del Pubblico Ufficiale non sussiste alcun reato? In altri termini: quando non è oltraggio a Pubblico Ufficiale?
L’art 393 bis cp stabilisce che non sussiste il reato di oltraggio se lo stesso Pubblico Ufficiale ha dato causa al fatto eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni.
È quindi necessario che vi sia un atto arbitrario posto in essere dal Pubblico Ufficiale sempre che la reazione da parte del cittadino sia proporzionata all’atto illegittimo posto in essere.
Facciamo l’esempio del vigile urbano eleva una multa pur non ricorrendone i presupposti. La reazione eccessiva e smisurata a tale condotta, ad esempio apostrofando ripetutamente in modo offensivo il Pubblico Ufficiale, può essere sufficiente per configurare il reato previsto dall’art 341 bis cp.
Diversamente se un carabiniere dovesse arrestare un individuo senza alcuna motivazione e quest’ultimo dovesse rivolgere al primo espressioni offensive, in tal caso non vi sarebbe alcun reato atteso che l’atto posto in essere dal Pubblico Ufficiale può senz’altro considerarsi quale atto arbitrario.

 

Oltraggio a Pubblico Ufficiale: procedibilità [ torna al menu ]

Alcuni reati si dicono “perseguibili a querela di parte“. Per questi reati è necessario proporre una querela per chiedere la punizione del presunto responsabile. Se non viene sporta una querela il procedimento penale non inizierà.
Questi reati vanno tenuti distinti dai cd. reati “procedibili d’ufficio” per i quali non è necessario che venga presentato un atto di querela da parte della persona offesa, ma è possibile che il procedimento penale cominci a seguito di una denuncia o di una semplice segnalazione da parte di chiunque.
Il reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale appartiene alla categoria dei reati procedibili d’ufficio.
La denuncia da parte del Pubblico Ufficiale o di un qualsiasi cittadino pertanto, farà iniziare il procedimento penale che andrà avanti anche a prescindere dalla volontà della persona offesa.

 

Oltraggio a Pubblico Ufficiale: depenalizzato? [ torna al menu ]

Fino al 1999 il reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale era previsto dall’art 341 del codice penale, abrogato dalla L. n. 205/1999.
Con la L. n. 94/2009 (cd. pacchetto sicurezza) si è provveduto a reintrodurre, con qualche variazione, questa fattispecie penale ora prevista dall’art 341 bis cp.
Da ultimo, il D.Lgs. n. 7/2016 ha compiuto una profonda opera di depenalizzazione. Con questo termine si intende l’intervento legislativo con il quale determinati fatti costituenti reato cessano di essere considerati tali.
La depenalizzazione tuttavia non ha interessato il reato previsto dall’art 341 bis cp.
Ad oggi pertanto offendere l’onore di un Pubblico Ufficiale è un reato, che viene punito con la pena della reclusione.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
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Oltraggio a Pubblico Ufficiale: assoluzione [ torna al menu ]

Ottenere una sentenza di assoluzione quando si è imputati per il reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale, può risultare particolarmente difficile.
Innanzitutto il tuo Avvocato dovrà studiare gli atti processuali per comprendere di quali prove dispone la Procura.
È possibile che all’interno del fascicolo del Pubblico Ministero vi siano dei verbali contenenti le dichiarazioni della persona offesa oppure testimonianze di terze persone.
Il tuo Avvocato dovrà pertanto cercare di capire se i requisiti prescritti dalla norma sussistano anche nel caso concreto (dovrà cioè verificare se l’offesa è stata pronunciata in luogo pubblico, se al momento del fatto erano presenti più persone oppure se il Pubblico Ufficiale stava compiendo un atto di ufficio ecc..).
Da ultimo il Legale tenterà di capire se le espressioni offensive sono state pronunciate a causa di un atto arbitrario posto in essere dal Pubblico Ufficiale.
Al di fuori di questi casi, non sarà affatto semplice ottenere una sentenza di assoluzione.

 

Denuncia per oltraggio a Pubblico Ufficiale [ torna al menu ]

Cosa succede dopo una denuncia per oltraggio a Pubblico Ufficiale? Questa è la domanda più gettonata alla quale va data una risposta.
Se hai pronunciato delle frasi offensive nei confronti di un Pubblico Ufficiale, sappi che a breve inizierà il procedimento penale. È altamente probabile infatti che venga presentata una denuncia da parte dello stesso Pubblico Ufficiale o di un cittadino, ad esempio un passante che ha assistito al fatto.
Nella prima fase verranno fatte delle indagini tramite le quali, le Forze dell’ordine, cercheranno di ricostruire i fatti. Successivamente il Pubblico Ministero deciderà se richiedere l’archiviazione o concludere le indagini per fare in modo che cominci il vero e proprio processo penale.
Trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, il processo continuerà a prescindere dalla volontà della persona offesa.
Durante il processo è inoltre possibile che la persona danneggiata si costituisca parte civile al fine di chiedere il risarcimento del danno.

 

Resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale [ torna al menu ]

Diverso dall’oltraggio è il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale previsto dall’art 337 cp.
L’art 337 punisce con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque usa violenza o minaccia per opporsi ad un Pubblico Ufficiale o incaricato di pubblico servizio mentre compie un atto di ufficio o di servizio.
Secondo la Corte di Cassazione i due reati possono concorrere poiché la condotta ingiuriosa non è elemento costitutivo del reato previsto dall’art 337 cp (Cass. n. 39980/2018).
Per tale motivo, il soggetto che rivolge espressioni offensive ad alcuni Carabinieri e li minaccia di morte al fine di opporsi alla richiesta di mostrare i documenti e di farsi identificare potrà essere denunciato per entrambi i reati.

 

Oltraggio a Pubblico Ufficiale: conclusioni [ torna al menu ]

Come hai potuto vedere, l’oltraggio a Pubblico Ufficiale, è un reato contro la Pubblica amministrazione, posto a tutela dell’onore e del decoro del Pubblico Ufficiale.
Essere denunciati per questo reato può comportare a diverse conseguenze negative oltre a dover necessariamente affrontare un processo penale.
È allora assolutamente necessario che tu ti rivolga ad un Avvocato penalista che ti aiuti a comprendere i quali sono i rischi e le possibili soluzioni nel caso in cui tu abbia commesso questo reato.
Se hai un indagine in corso o devi affrontare un processo per aver commesso il reato di oltraggio a Pubblico Ufficiale o un altro reato contro la pubblica amministrazione, contattami.

Per ulteriori approfondimenti visita l’apposita sezione del sito dedicata ai reati contro la pubblica amministrazione.

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Art 336 cp: violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale

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