Corruzione: l’art 318 e 319 cp

corruzione

Corruzione è un termine che capita spesso di leggere sui giornali o di ascoltare quando si guarda la televisione. La corruzione è un reato previsto dal codice penale.
Ma in che cosa consiste il reato di corruzione?
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò del reato di corruzione ed in particolare della corruzione impropria, reato previsto dall’art 318 cp, della corruzione propria, previsto dall’art 319 cp e di altri aspetti rilevanti in tema di reati contro la pubblica amministrazione.

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Il reato di corruzione, infatti, alla pari del reato di concussione, così come del peculato è uno dei reati contro la pubblica amministrazione.
Bene giuridico tutelato come per altre norme poste a tutela della pubblica amministrazione, è il buon andamento e l’imparzialità amministrativa entrambi intesi come interesse della collettività affinché la “cosa pubblica” venga gestita in modo trasparente.
Ma quando si parla di corruzione? E quali sono i tipi di corruzione?

 
 

Corruzione: significato [ torna al menu ]

Prima di comprendere qual è il significato del reato che ci si appresta ad analizzare è necessario chiarire cosa si intende per Pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
Il Pubblico ufficiale è il soggetto che esercita una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.
A titolo esemplificativo possono essere considerati pubblici ufficiali: le Forze dell’Ordine, il Sindaco ed i componenti del Consiglio Comunale, il Notaio, i Parlamentari, il Giudice, i Pubblici ministeri.
La qualifica di Pubblico Ufficiale va tenuta distinta da quella di incaricato di pubblico servizio.
Quest’ultimo va identificato con il soggetto che a qualunque titolo presta un pubblico servizio, come ad esempio il collaboratore scolastico oppure gli infermieri.
Vale la pena subito di precisare che il reato di corruzione posto in essere da un soggetto incaricato di pubblico servizio è punita con le medesime pene previste per il Pubblico Ufficiale, ridotte però di un terzo (art 320 cp).
Come a breve vedremo, il reato in oggetto richiede la collaborazione tanto del Pubblico Ufficiale quanto del privato i quali, sotto un certo punto di vista, concludono un vero e proprio contratto.

 

Reato di corruzione [ torna al menu ]

Le ipotesi di corruzione previste dal nostro ordinamento sono trattate dal codice penale ed in particolare dagli articoli 318-322 cp oltre che dal codice civile che, come vedremo, prevede una specifica ipotesi del reato in esame.
Questo reato si caratterizza dalla posizione del Pubblico Ufficiale e del privato che si trovano sullo stesso piano.
Si tratta infatti di una sorta di reato-contratto, caratterizzato dal cd. pactum sceleris tra Pubblico Ufficiale ed il privato.
Quanto appena detto risulta tanto più vero se si pensa che l’art 321 cp prevede per il corruttore (cioè chi da o promette denaro o altra utilità al Pubblico Ufficiale) le stesse pene previste per il Pubblico Ufficiale.

 

Corruzione propria: l’art 319 cp [ torna al menu ]

L’art 319 cp è rubricato “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio” e disciplina il reato di corruzione propria. L’articolo stabilisce che il Pubblico Ufficiale che per omettere, ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, o per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio, riceve per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da sei a dieci anni.
Per chiarire ulteriormente, la Corte di Cassazione ha ritenuto configurato il reato in esame nel caso relativo ad un rappresentante farmaceutico che aveva corrisposto denaro ad un primario ospedaliero in cambio dell’impegno di quest’ultimo a prescrivere a tutti i pazienti un determinato farmaco antitumorale, posto che la relativa prescrizione doveva essere frutto di un meditato apprezzamento del quadro clinico del paziente (Cass. n. 46492/2017).

 

Corruzione impropria: l’art 318 cp [ torna al menu ]

L’art 318 cp (clicca qui per approfondire) è rubricato “corruzione per l’esercizio della funzione” e disciplina il reato di corruzione impropria. Questo articolo dispone che il Pubblico Ufficiale che per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da tre ad otto anni.
A differenza della precedente ipotesi, in questo caso non è necessario che il Pubblico Ufficiale compia un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Un esempio chiarirà meglio quanto appena affermato.
La Suprema Corte ha ritenuto configurato il reato in esame in un caso nel quale risultava la dazione di denaro, da parte di soggetti interessati ad avere informazioni circa gli accertamenti fiscali svolti a carico delle proprie società, in favore di un appartenente alla Guardia di Finanza, senza che quest’ultimo realizzasse veri e propri atti contrari ai doveri d’ufficio (Cass. 32401/2019).

 

Corruzione in atti giudiziari [ torna al menu ]

L’art 319 ter cp prevede il reato di corruzione in atti giudiziari. L’articolo dispone che se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la pena della reclusione da sei a dodici anni.
Inoltre, nel caso in cui dal fatto derivi l’ingiusta condanna di qualcuno alla pena della reclusione non superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da sei a quattordici anni; se deriva l’ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all’ergastolo, la pena è della reclusione da otto a venti anni.
Questa fattispecie, rispetto a quelle previste dagli articoli sopra descritti, richiede una finalità ulteriore che la rende più grave rispetto alle ipotesi base. Il corruttore infatti in questo caso agisce mosso dalla volontà di favorire o danneggiare una parte in un processo penale, civile o amministrativo.

 

Corruzione tra privati [ torna al menu ]

Questa fattispecie è l’unica prevista dal codice civile precisamente all’art 2635 cc.
Il tratto fondamentale del reato in esame è che in questo caso non risulta essere presente la figura del Pubblico Ufficiale ma l’illecito viene commesso tra privati.
L’articolo suddetto prevede che gli amministratori, oppure chi ricopre altre posizioni apicali in società o enti privati che, anche per interposta persona, sollecitano o ricevono, per sé o per altri, denaro o altra utilità non dovuti, o ne accettano la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione dei loro obblighi, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni.
Si applica la stessa pena se il fatto è commesso da chi nell’ambito organizzativo della società o dell’ente privato esercita funzioni direttive diverse da quelle dei soggetti sopra indicati.
Si applica invece la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti menzionati poc’anzi.
Anche in questo caso il corruttore, anche nel caso in cui abbia agito per interposta persona, è punito con le stesse pene previste per l’amministratore.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
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Istigazione alla corruzione [ torna al menu ]

L’istigazione alla corruzione è disciplinata dall’art 322 cp. Si tratta di un reato che punisce chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri quando l’offerta o la promessa non sia accettata. La pena prevista è quella stabilita dall’art 318 cp ridotta di un terzo.
Se invece l’offerta o la promessa è fatta per indurre un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio a omettere o a ritardare un atto del suo ufficio, oppure a fare un atto contrario ai suoi doveri, viene applicata, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, la pena stabilita nell’articolo 319, ridotta di un terzo.
La pena ora indicate si applicano al pubblico ufficiale o all’incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o dazione di denaro o altra utilità per le finalità indicate negli articoli 318 e 319 cp.
Diversamente dalle fattispecie previste dagli articoli menzionati in precedenza in questo caso non si ha un accordo tra le parti. Per la Legge non è infatti rilevante che l’offerta sia stata accettata, ma assume rilevanza penale anche il semplice fatto di aver tentato di corrompere il Pubblico Ufficiale. Allo stesso modo quest’ultimo sarà punito nel caso in cui solleciti una promessa o una dazione di denaro.

 

Concussione e corruzione [ torna al menu ]

È il momento ora di rispondere ad un’altra domanda che spesso ci si pone: che differenza c’è tra concussione e corruzione?
Nella corruzione il Pubblico Ufficiale ed il privato sono posti sullo stesso piano. Elemento caratterizzante della corruzione è l’incontro paritario tra le volontà delle parti. Si tratta, in sostanza, di un accordo per un obiettivo comune.
Nella concussione (clicca sulla parola per sapere di cosa si tratta) invece il Pubblico ufficiale si pone in una posizione di supremazia e la strumentalizza al fine di ottenere denaro o altra utilità.
Il reato di concussione punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe un’altra persona a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità. In questo caso la pena prevista è la reclusione da sei a dodici anni.

 

Corruzione: pena [ torna al menu ]

Come visto gli articoli sopra descritti prevedono pene diverse a seconda della fattispecie di corruzione posta in essere.
La fattispecie più grave risulta essere la corruzione in atti giudiziari, prevista dall’art 322 cp, che prevede la pena della reclusione da sei a quattordici anni, aumentata in caso di condanna del soggetto parte del processo.
Ad ogni modo oltre alla pena prevista dal codice penale per ogni singola fattispecie, a mente dell’art 317 bis cp, la condanna per il reato in oggetto importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità in perpetuo di contrattare con la Pubblica amministrazione.

 

Corruzione: prescrizione [ torna al menu ]

Specificato che ad ogni fattispecie di corruzione corrisponde una specifica pena, va ora chiarito quale sia il termine di prescrizione per il reato in esame.
La prescrizione è una causa di estinzione del reato che si verifica quando non si sia giunti ad una sentenza irrevocabile di condanna dell’imputato entro un preciso termine temporale individuato dalla Legge.
Questo termine coincide (in assenza di atti interruttivi) con la pena prevista per ogni singolo reato, ma non può essere inferiore ai sei anni in caso di delitto e quattro anni in caso di contravvenzione.
Tutte le fattispecie previste dall’ordinamento in tema di corruzione pertanto non potranno mai prescriversi in un termine inferiore ai sei anni.
Va ulteriormente precisato che l’esatto conteggio del termine necessario a dichiarare la prescrizione coincide con la pena prevista per quel determinato reato.
Ad esempio, l’art 318 cp prevede la pena massima di otto anni di reclusione. La prescrizione del reato sarà pertanto pari ad otto anni (dieci in presenza di atti interruttivi della prescrizione).

 

Corruzione: conclusioni [ torna al menu ]

Il reato di corruzione, come visto, è considerato dall’ordinamento un reato particolarmente grave, punito con pene severe.
Oltre alla pena della reclusione, la condanna per il reato in esame può importare l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità perpetua di contrattare con la pubblica amministrazione.
Per questo motivo, ti consiglio di rivolgerti ad un Avvocato penalista che sappia indicarti la giusta strategia difensiva in vista del processo.
Se sei indagato per aver commesso il reato di corruzione o un altro reato contro la pubblica amministrazione, contattami.

Per ulteriori approfondimenti visita l’apposita sezione del sito dedicata ai reati contro la pubblica amministrazione.

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