Peculato: significato, prescrizione, pena

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Peculato è uno di quei termini giuridici che destano più interesse sia in chi studia Giurisprudenza sia in chi si trova ad affrontare un’indagine o un processo.
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò del peculato, del significato di questo termine, della pena e dei termini di prescrizione previsti per questo reato.

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Cosa vuol dire peculato?
Il reato in esame alla pari dei reati di concussione o corruzione costituisce uno dei reati contro la Pubblica amministrazione.
Questi reati tutelano, tutti, beni giuridici come il buon andamento e l’imparzialità amministrativa in modo tale che la “cosa pubblica” venga gestita in modo trasparente.
Ma che cos’è il reato di peculato? In altre parole, quando si parla di peculato?

 
 

Peculato: significato [ torna al menu ]

La prima domanda alla quale va data risposta per poi analizzare il reato in esame è: chi commette peculato?
L’art 314 cp (clicca qui per visualizzare l’articolo) relativo al reato di peculato, punisce il Pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, in ragione del suo ufficio, ha il possesso o la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile e se ne appropria.
Ma chi è il Pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio?
Il Pubblico ufficiale è colui che esercita una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.
Sono pubblici ufficiali: il Sindaco ed i componenti del Consiglio Comunale, il Notaio, i Parlamentari, il Giudice, Pubblici ministeri, ed in generale le Forze dell’Ordine.
La qualifica di Pubblico Ufficiale va tenuta distinta da quella di incaricato di pubblico servizio.
È tale chi a qualunque titolo presta un pubblico servizio.
Esempi possono essere il collaboratore scolastico oppure gli infermieri.
Il peculato è pertanto un reato che può essere commesso solo dal Pubblico ufficiale e consiste, essenzialmente, nell’appropriazione indebita di denaro o di altra cosa mobile di cui ha il possesso in ragione del suo ufficio.

 

Peculato d’uso [ torna al menu ]

La seconda parte dell’art 314 cp ha ad oggetto il peculato d’uso. A differenza della forma che abbiamo definito poc’anzi e che consiste nella appropriazione definitiva di un bene, il peculato d uso ha ad oggetto la condotta del Pubblico ufficiale che si impossessa del denaro o della cosa per farne un uso momentaneo e la restituisca immediatamente.
Si tratta per questo motivo di un reato meno grave, punito, come vedremo, con una pena decisamente meno severa.

 

Peculato per distrazione [ torna al menu ]

Questa tipologia si ha quando il Pubblico ufficiale si impossessa di un oggetto che viene destinato ad un’altra finalità rispetto a quella originariamente prevista.
Tale forma è stata ormai parificata dalla Giurisprudenza con la condotta di vera e propria appropriazione. Infatti secondo i Giudici, destinare la cosa ad un utilizzo diverso significa comunque esercitare sulla stessa poteri che appartengono tipicamente al proprietario.

 

Peculato mediante profitto dell’errore altrui [ torna al menu ]

Previsto dall’art 316 cp, questa forma si distingue da quella prevista dall’art 314 cp, perché in questo caso non è necessario il preesistente possesso della cosa altrui.
La condotta tenuta dal Pubblico Ufficiale consiste essenzialmente nel ricevere o accettare quanto viene dato dal privato per errore.

 

Peculato: pena [ torna al menu ]

L’art 314 cp prevede pene diverse a seconda della condotta posta in essere.
In caso di appropriazione vera e propria, la pena è la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi. In caso di peculato d’uso la pena è la reclusione da sei mesi a tre anni.
La stessa pena si applica all’ipotesi prevista dall’art 316 cp con l’eccezione relativa a quando il fatto offende gli interessi dell’Unione europea ed il profitto supera i 100.000,00 euro, in questo caso si applica la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni.
Inoltre la condanna per il reato previsto dall’art 314 cp (non per il reato di cui all’art 316 cp) importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità in perpetuo di contrattare con la Pubblica amministrazione.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
Se necessiti di un Avvocato esperto in diritto penale a Roma contattami per una consulenza.

 

Peculato: prescrizione [ torna al menu ]

La prescrizione è una causa di estinzione del reato che si verifica allorché non si sia giunti ad una sentenza irrevocabile di condanna dell’imputato entro un preciso termine temporale individuato dalla Legge.
Questo termine coincide (in assenza di atti interruttivi) con la pena prevista per ogni singolo reato, ma non può essere inferiore ai sei anni in caso di delitto e quattro anni in caso di contravvenzione.
Il reato di cui all’art 314 cp si prescriverà pertanto in dieci anni e sei mesi (tempo che aumenta se ci sono atti interruttivi della prescrizione), mentre tanto il peculato d’uso quanto la forma prevista dall’art 316 cp si prescriveranno in sei anni (sette anni e sei mesi nel caso in cui vi siano atti interruttivi).

 

Peculato e appropriazione indebita [ torna al menu ]

Come evidenziato, il peculato è un reato proprio, può essere commesso cioè solo da chi riveste una determinata qualifica.
Per questo motivo abbiamo detto che è possibile definirlo come un’appropriazione indebita commessa dal Pubblico ufficiale.
Allora che differenza c’è tra peculato e appropriazione indebita?
La prima differenza sta proprio nel soggetto attivo, ossia nella persona che commette il reato.
Il primo può infatti essere commesso esclusivamente dal Pubblico ufficiale, l’appropriazione indebita da qualsiasi cittadino.
La seconda differenza sta nella pena, molto più bassa nel reato di appropriazione indebita (è prevista la reclusione da due a cinque anni e la multa da 1.000,00 a 3.000,00 euro).

 

Peculato e concussione [ torna al menu ]

Va fatta un’ulteriore distinzione con un altro reato: la concussione (clicca per sapere cos’è).
Entrambe le fattispecie hanno ad oggetto reati contro la Pubblica amministrazione e sono poste in essere dal soggetto che riveste la qualifica di Pubblico Ufficiale.
La differenza è rinvenibile nel fatto che, come visto, il primo consiste fondamentalmente nell’appropriazione indebita di una cosa mobile da parte del Pubblico ufficiale. Nel reato di concussione invece, il Pubblico ufficiale costringe un’altra persona a farsi dare o premettere denaro o altra utilità.

 

Peculato: conclusioni [ torna al menu ]

Come hai potuto vedere, il peculato, quale reato contro la Pubblica amministrazione, viene punito in modo esemplare dall’ordinamento.
La condanna per tale reato importa infatti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità perpetua di contrattare con la pubblica amministrazione.
È allora assolutamente necessario che tu ti rivolga ad un Avvocato penalista che ti aiuti a comprendere i quali sono i rischi e le possibili soluzioni nel caso in cui tu abbia commesso questo reato.
Se hai un indagine in corso o devi affrontare un processo per aver commesso il reato di peculato o un altro reato contro la pubblica amministrazione, contattami.

Per ulteriori approfondimenti visita l’apposita sezione del sito dedicata ai reati contro la pubblica amministrazione.

Se invece il tema è di tuo interesse puoi leggere altri articoli correlati:

Concussione: l’art 317 cp

Appropriazione indebita: art 646 cp, prescrizione, procedibilità

Corruzione: l’art 318 e 319 cp

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