Querela: significato, termine, remissione

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Querela: ascoltando il telegiornale oppure leggendo un quotidiano avrai sentito più di una volta parlare di questo termine ma anche di altri termini affini ma diversi quali denuncia o esposto.
Ma cosa significano queste parole?
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò della querela, del suo significato, del termine per proporla e della sua eventuale remissione.

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In diritto penale e più nello specifico nella procedura penale la querela è una condizione di procedibilità. Vedremo dopo cosa significa questa locuzione. Per il momento cominciamo con il dire che, per alcuni reati, è assolutamente necessario sporgere un atto con queste caratteristiche per far iniziare il procedimento penale.
Ma cosa vuol dire querelare una persona?

 
 

Querela: significato [ torna al menu ]

L’art 336 cpp prevede che la querela è proposta mediante dichiarazione nella quale si manifesta la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla Legge come reato. Si tratta cioè di un atto attraverso il quale la persona offesa informa le autorità del compimento di un determinato reato e chiede la punizione del colpevole.
La querela è una condizione di procedibilità. È cioè una condizione assolutamente necessaria per procedere penalmente nei confronti di una persona per determinati reati. Questi reati sono detti appunto, “perseguibili a querela di parte” (si tratta solitamente, ma non sempre, di reati meno gravi), pertanto se non venisse sporta una querela non inizierebbe alcun procedimento penale.
Diversamente, i reati procedibili d’ufficio (tendenzialmente sono i reati più gravi a parte alcune eccezioni) non necessitano di alcuna querela. Ma sul punto tornerò più avanti.

 

Termine per proporre la querela [ torna al menu ]

Chiarito quale sia il significato va ora precisato quale sia il termine per proporla.
L’art 124 cp dispone che il termine per la presentazione sia di tre mesi da quando la persona offesa ha avuto conoscenza del fatto. Facciamo un esempio e prendiamo in considerazione il reato di diffamazione (clicca per sapere cosa sono i reati contro la persona di cui il reato di diffamazione fa parte).
Una persona scrive su Facebook un post nel quale offende la tua reputazione. Dal momento in cui avrai avuto conoscenza di questo episodio comincerà a decorrere il termine di tre mesi. Entro questo termine potrai proporre una querela per diffamazione chiedendo la punizione del colpevole del reato.
Per alcuni reati questo termine è aumentato.
Per il reato di stalking il termine è infatti pari a sei mesi, per il reato di violenza sessuale è pari a dodici mesi. Decorsi questi termini non sarà più possibile per la persona offesa chiedere alle autorità di procedere penalmente nei confronti del presunto colpevole.

 

Remissione querela [ torna al menu ]

Così come è possibile proporre un atto di querela è possibile che la stessa venga successivamente rimessa.
Si tratta fondamentalmente di un atto con il quale la querela precedentemente presentata viene revocata. La remissione può avvenire fino a che non sia stata pronunciata una sentenza definitiva, può essere fatta sia in sede processuale che fuori dal Tribunale, in altra sede (ad es. una caserma), e ad essa deve seguire necessariamente l’accettazione da parte del querelato.
Rimettere la querela non ha costi per il querelante, mentre le spese processuali saranno in ogni caso poste a carico del querelato.
In alcuni casi la Legge subordina la remissione a determinate condizioni.
La remissione può essere infatti solo processuale (deve cioè avvenire in udienza di fronte al Giudice) per il reato di stalking. A determinate condizioni (quando lo stalking è aggravato) non è possibile effettuare la remissione. In questo caso dunque il processo seguirà il suo corso indipendentemente dalla volontà del querelante. La stessa cosa avviene per il reato di violenza sessuale.
Durante un ricevimento a studio, un cliente, indagato a seguito della presentazione a suo carico di una querela per minaccia mi ha posto alcune domande alle quali cercherò di dare a breve una risposta:
Cosa significa essere querelato? E cosa si rischia con la querela?

 

Querela: conseguenze [ torna al menu ]

La proposizione dell’atto in esame comporta determinate conseguenze.
A seguito della proposizione della querela infatti, le forze dell’ordine, anche su delega della Procura della Repubblica inizieranno le indagini volte a verificare se la notizia di reato risulti fondata. In tale fase potranno essere raccolte numerose prove: potranno essere ascoltate persone informate sui fatti, potranno essere disposti accertamenti di vario tipo, sia su cose che su persone. Al termine delle indagini il Pubblico Ministero si troverà di fronte ad una scelta: presentare richiesta di archiviazione nell’ipotesi in cui dovesse ritenere non fondata la notizia di reato oppure, nel caso contrario, far notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a seguito del quale comincerà il vero e proprio processo penale.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
Se necessiti di un Avvocato esperto in diritto penale a Roma contattami per una consulenza.

 

Quanto costa una querela? [ torna al menu ]

Presentare una querela alle autorità non ha costi, è assolutamente gratuito. L’atto può infatti essere redatto e consegnato personalmente nella caserma più vicina. È consigliabile tuttavia, rivolgersi ad un legale.
In primo luogo perché l’atto deve possedere determinate caratteristiche.
In secondo luogo perché l’Avvocato incaricato potrà assisterti nella fase investigativa ed in seguito consigliarti l’eventuale costituzione di parte civile, al fine di richiedere un risarcimento del danno durante il processo penale.

 

Differenza tra querela, denuncia ed esposto [ torna al menu ]

Dopo aver chiarito cosa si intende con il termine querela vanno analizzati altri due importanti istituti affini ma diversi: la denuncia e l’esposto (clicca qui per ulteriori approfondimenti).
In tutti e tre i casi si tratta di atti che hanno uno scopo in comune: portare le autorità a conoscenza di un fatto rilevante per la Legge.
Come si è già evidenziato caratteristica fondamentale della querela è che questa può essere proposta esclusivamente dalla persona offesa dal reato e riguarda i reati non procedibili d’ufficio. I reati cioè per i quali la sua presentazione è assolutamente necessaria affinché cominci un processo penale.
La denuncia, diversamente, è un atto con il quale qualsiasi cittadino porta a conoscenza delle autorità un fatto di reato.
Nei reati perseguibili d’ufficio pertanto, la denuncia non è una condizione imprescindibile per l’inizio del processo penale. Se le autorità dovessero venire a conoscenza della commissione di un reato perseguibile d’ufficio, a prescindere dalla presentazione di una denuncia, potranno decidere di procedere autonomamente. La denuncia inoltre può essere presentata in ogni tempo.
L’esposto invece è un atto di segnalazione con il quale il cittadino porta a conoscenza dell’Autorità di pubblica sicurezza, un fatto affinché valuti se ricorre un reato. Se l’Autorità di pubblica sicurezza ravvisa un’ipotesi di reato deve informarne l’Autorità Giudiziaria competente.

 

Querela: conclusioni [ torna al menu ]

Come hai potuto leggere, per chiedere la punizione del colpevole per alcuni reati è assolutamente necessario sporgere una querela, nei termini previsti dalla Legge.
È possibile presentare l’atto autonomamente ma devi essere ben attento a rispettare alcuni requisiti che la Legge richiede nella redazione dell’atto.
Per questo motivo, è raccomandabile che tu ti rivolga ad un Avvocato penalista che possa assisterti nella redazione della querela e possa consigliarti l’eventuale costituzione di parte civile nel processo penale.
Se pensi di essere vittima di un reato oppure sei indagato in un procedimento penale non esitare a contattarmi.

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