Mobbing: cos’è e cosa fare

mobbing

Il mobbing, rappresenta una delle situazioni più complicate e sgradevoli che un lavoratore può trovarsi ad affrontare durante la sua carriera.
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò del mobbing, del significato di questo termine, di quali sono i campanelli d’allarme che devono farti iniziare a riflettere e delle possibili soluzioni.

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Il mobbing sul lavoro può tradursi in una serie di comportamenti posti in essere dal datore di lavoro, che, in determinati casi possono configurare reato.
In questi casi è bene non farsi trovare impreparati e sapere cosa fare e come difendersi in caso di mobbing, rivolgendosi eventualmente ad un Avvocato.
Ma vediamo cos’è il mobbing.

 
 

Mobbing: significato [ torna al menu ]

La parola deriva anzitutto dall’inglese “to mob”, che significa “aggredire, attaccare”.
Si tratta infatti di una serie di comportamenti dal carattere persecutorio posti in essere sul luogo di lavoro.
Ma come capire se si tratta di mobbing?
La vittima potrebbe essere oggetto di vessazioni, insulti, diffamazioni fino alle violenze fisiche o sessuali.
Possono integrare questo fenomeno anche condotte meno marcate ma non per questo meno gravi. Si pensi al lavoratore che diviene oggetto di battute o pettegolezzi, viene isolato o relegato a compiere mansioni dequalificanti, viene escluso da riunioni o comunicazioni oppure costretto a gestire carichi di lavoro insostenibili.
Il lavoratore poi potrebbe vedersi negati permessi, ferie, benefit, e potrebbe subire controlli per assenze dovute a malattia e quant’altro.
Da questa breve introduzione risulta già evidente che ci si trova nell’ambito dell’ambiente lavorativo, ma non è scontato che sia il datore di lavoro a porre in essere le condotte suddette.
Scendiamo quindi più nel dettaglio:
Cos’è il mobbing sul lavoro? Chi fa il mobbing?

 

Mobbing: lavoro [ torna al menu ]

Le condotte sopra analizzate possono essere realizzate da più soggetti. Non deve trattarsi esclusivamente del datore di lavoro.
Se è il datore di lavoro oppure un superiore a realizzare il mobbing si parla di mobbing verticale discendente. Nel caso in cui invece venga posto in essere dai colleghi si parla di mobbing orizzontale. Se è posto in essere da entrambe le categorie sarà invece misto. Caso meno frequente, ma comunque possibile, è quello relativo a condotte compiute dal lavoratore di livello più basso (mobbing verticale ascendente).
Ciò posto cerchiamo di rispondere ad un’altra domanda: come si fa a dimostrare il mobbing?

 

Mobbing sul lavoro: come dimostrarlo [ torna al menu ]

Se si è vittima di una delle situazioni sopra descritte è di primaria importanza costituirsi delle prove da poter utilizzare in un futuro processo.
Innanzitutto prove di tipo documentale quali certificati medici relativi ad eventuali patologie provocate dallo stato di malessere ingenerato, email, messaggi su whatsapp ecc.
In secondo luogo prove di tipo testimoniale come colleghi o altri dipendenti dell’azienda che abbiano potuto assistere ad episodi rilevanti.
Di recente inoltre la Corte di Cassazione con la sentenza n. 31204/2021 ha ammesso la possibilità per il lavoratore di registrare la conversazione con il datore di lavoro, anche di nascosto, laddove la registrazione servirà come prova al fine di difendere e tutelare un proprio diritto in sede processuale.
In altri casi registrare la conversazione non è lecito e può legittimare il licenziamento per giusta causa.
Ricordati che devi in ogni caso partecipare alla conversazione (devi essere cioè presente mentre registri) e che questa non deve avvenire in luoghi di privata dimora come l’abitazione del tuo datore di lavoro (clicca qui per leggere quando è possibile registrare una conversazione o una telefonata).

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
Se necessiti di un Avvocato esperto in diritto penale a Roma contattami per una consulenza.

 

Il mobbing è reato? [ torna al menu ]

Il mobbing integra senz’altro un illecito, da numerosi punti di vista.
La vittima potrà infatti rivolgersi ad organi di tutela dei lavoratori, potrà intentare una causa di fronte al Giudice del lavoro oppure chiedere un risarcimento per i danni subiti di fronte al Tribunale civile.
Per ciò che concerne gli aspetti penalistici, il nostro ordinamento non prevede uno specifico reato di mobbing, ma le condotte poste in essere possono integrare altri reati previsti dalla Legge.
Si tratta in particolare di reati contro la persona (clicca per sapere cosa sono) come lo stalking, minacce, lesioni, violenza privata ecc.
In contesti lavorativi a gestione familiare si potrebbe arrivare a ritenersi configurato il reato di maltrattamenti e nei casi più gravi anche la violenza sessuale (ricordando che anche un semplice palpeggiamento può integrare questo reato).
Analizzato anche questo aspetto ora va fatto un passo in avanti: come difendersi dal mobbing?

 

Denuncia per mobbing [ torna al menu ]

Come già evidenziato, diverse sono le strade per tutelare i propri diritti. Nel caso in cui si volesse intraprendere la strada del processo penale è necessario anzitutto presentare un atto di denuncia – querela per notiziare le forze dell’ordine di quanto sta accadendo.
A seguito della denuncia verranno eseguite le indagini e se la notizia di reato risulterà fondata ci sarà il vero e proprio processo.
Scopo del processo penale è quello di capire se sussistono responsabilità penali a carico del datore di lavoro o di altro soggetto indagato. Oltre a chiedere la punizione del colpevole potrai costituirti parte civile per richiedere il risarcimento dei danni subiti.
In questo modo eviterai di dover affrontare anche una causa di fronte al Giudice civile.

 

Mobbing conclusioni [ torna al menu ]

Come hai potuto vedere, essere vittima di mobbing può portare a conseguenze davvero sgradevoli per la tua vita sia da un punto di vista personale che professionale.
Proprio per questo motivo non devi assolutamente pensare che non ci sia rimedio a ciò che stai vivendo, anzi, non devi avere paura di fare la scelta giusta, uscire allo scoperto e tutelare i tuoi diritti.
Le strade a tua disposizione sono numerose, se però deciderai di intraprendere quella del processo penale devi rivolgerti ad un Avvocato penalista che sappia innanzitutto inquadrare la situazione che stai vivendo nella fattispecie penale corretta.
Dovrà poi redigere l’atto di denuncia – querela che darà il via alle indagini e all’interno del quale dovrà essere esposto ciò che sta succedendo. In seguito dovrà consigliarti su come affrontare nel modo corretto il processo penale.
Se pensi di essere stato vittima di mobbing e non sai a chi rivolgerti contattami per una consulenza.

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