Giudizio direttissimo: come funziona e quando si applica

giudizio direttissimo

Il giudizio direttissimo, noto anche come rito direttissimo o processo per direttissima è un istituto previsto dagli articoli 449 e successivi del codice di procedura penale.
Ma come si svolge il giudizio direttissimo?
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò di cos’è il giudizio direttissimo, degli articoli 449 cpp e successivi ed inoltre di come funziona e quando si applica questo rito speciale.

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Il processo per direttissima è uno dei riti alternativi previsti dal codice di procedura penale.
Questo particolare procedimento viene instaurato solo in ipotesi specifiche di cui a breve ti parlerò.
Nel prosieguo dell’articolo tenteremo di dare risposta a numerose domande tra le quali, la più importante: cosa succede dopo il processo per direttissima?

 
 

Processo per direttissima: significato [ torna al menu ]

Il processo penale è l’insieme di atti processuali che conducono alla pronuncia di una sentenza.
Il processo può seguire tutte le fasi tipiche (rito ordinario) oppure strade alternative e più brevi.
Il giudizio direttissimo ad esempio, al pari del giudizio immediato, è caratterizzato dall’assenza dell’udienza preliminare.
Si tratta infatti di un procedimento speciale azionato dal pubblico ministero che decide di concludere rapidamente le indagini, saltando subito al dibattimento, senza passare per l’udienza preliminare. Si procede a rito direttissimo in specifiche ipotesi che a breve vedremo.
Per il momento ti basti sapere che generalmente tale rito viene azionato dal P.M. a differenza del rito abbreviato e del patteggiamento, chiesti solitamente dall’imputato.
Il processo per direttissima, come vedremo, è preceduto solitamente dall’arresto in flagranza. Ma di cosa si tratta e quando può essere arrestata una persona?

 

Arresto in flagranza [ torna al menu ]

È in stato di flagranza chi viene colto nell’atto di commettere il reato oppure chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone oppure è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.
Nel primo caso si parla di flagranza propria, nelle altre di flagranza impropria o quasi-flagranza.
L’arresto, così come il fermo e, da qualche tempo a questa parte, l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare è una misura pre-cautelare.
Ciò significa che tali misure sono solitamente disposte in un momento antecedente rispetto all’adozione delle misure cautelari.
L’arresto può essere obbligatorio o facoltativo ma in ogni caso va “convalidato”. È il Giudice che su richiesta del P.M. si pronuncia sulla convalida l’arresto quando ne sussistono i presupposti.

 

Processo per direttissima: quando si fa [ torna al menu ]

Il rito direttissimo viene celebrato in tre specifiche ipotesi.
L’art 449 cpp prevede che quando una persona è stata arrestata in flagranza di un reato, il Pubblico Ministero, se ritiene di dover procedere, può presentare direttamente l’imputato in stato di arresto davanti al giudice del dibattimento, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore dall’arresto.
Il Pubblico Ministero, quando l’arresto in flagranza è già stato convalidato, procede al giudizio direttissimo presentando l’imputato in udienza non oltre trenta giorni dall’arresto.
Il pubblico ministero procede inoltre al giudizio direttissimo, nei confronti della persona che nel corso dell’interrogatorio ha reso confessione.
In tal caso l’imputato libero è citato a comparire a una udienza non successiva al trentesimo giorno dalla iscrizione nel registro delle notizie di reato.
Ma come si svolge il giudizio direttissimo?

 

Processo per direttissima: come funziona [ torna al menu ]

Facciamo per comodità l’esempio del rito direttissimo che viene celebrato entro le 48 ore dall’arresto.
Se dovessi essere colto nell’atto di commettere il reato e cioè in flagranza di reato, sappi che le Forze dell’Ordine procederanno al tuo arresto.
Entro le 48 ore verrai condotto davanti al Giudice per la convalida dell’arresto e la celebrazione del giudizio.
Il giudice ascolterà la relazione di servizio degli agenti ti hanno arrestato o del P.M. (in caso di direttissimo svolto dinanzi al Tribunale in composizione collegiale).
Il Giudice chiederà le tue generalità (domande alle quali devi rispondere secondo verità) per poi chiedere la tua versione dei fatti. A questa domanda sappi che non devi obbligatoriamente rispondere. Per l’imputato è infatti prevista la facoltà di non rispondere.
A questo punto il P.M. chiederà la convalida dell’arresto e se lo ritiene opportuno l’applicazione di una misura cautelare.
Il tuo difensore potrà opporsi alla convalida (se ritiene non sussista la flagranza) ed all’applicazione della misura cautelare (se ritiene non ne sussistono i presupposti).
Dopo che il Giudice avrà deciso circa le due richieste poc’anzi esposte, chiederà al tuo Avvocato come intende procedere.
La scelta da compiere riguarda la possibilità di procedere con il dibattimento o chiedere un rito alternativo (abbreviato, patteggiamento o messa alla prova).
Potrà inoltre essere chiesto un termine a difesa al fine di preparare al meglio la strategia difensiva.

 

Giudizio direttissimo: testimoni [ torna al menu ]

Il rito direttissimo segue le regole generali previste per il dibattimento con qualche particolarità.
Nel rito ordinario infatti le parti devono depositare una lista testimoni e questi devono regolarmente citati. Per il rito direttissimo le cose sono un pò più semplici.
Ai sensi dell’art 451 c.p.p. a persona offesa e i testimoni possono essere citati anche oralmente da un ufficiale giudiziario o da un agente di polizia giudiziaria: in questo modo si evitano le lungaggini processuali.
Inoltre il Pubblico Ministero, l’imputato e la parte civile possono presentare nel dibattimento testimoni senza citazione.

 

Processo per direttissima: droga [ torna al menu ]

Il processo per direttissima è astrattamente applicabile ad un numero piuttosto vasto di reati. Spesso tuttavia è un rito che viene scelto dal Pubblico Ministero per processi riguardanti la droga.
Nei processi per droga infatti, la probabilità di essere colti in flagranza di reato (cioè durante lo spaccio) è piuttosto alta.
Il processo si svolgerà secondo le regole viste in precedenza. Ad ogni modo per i reati in tema di stupefacenti la linea difensiva che il tuo Avvocato dovrà seguire dipende strettamente dai fatti contestati e dalla sostanza rinvenuta.
In linea di massima se il fatto contestato è di lieve entità per i mezzi, la modalità, le circostanze dell’azione, oppure per la qualità o la quantità delle sostanze si può tentare di configurare il reato come spaccio “di lieve entità”.
In alternativa sarà sempre possibile optare per un rito alternativo quale il rito abbreviato o il patteggiamento.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
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Qual è la differenza tra giudizio direttissimo e rito immediato? [ torna al menu ]

Il giudizio immediato è anch’esso un rito speciale. La sua finalità, al pari del rito direttissimo, è quella di rendere più breve la durata del processo penale omettendo l’udienza preliminare.
Il giudizio immediato viene chiesto in casi diversi rispetto al giudizio direttissimo.
La richiesta deve essere avanzata dal P.M. entro 90 giorni dall’iscrizione della notizia di reato nel relativo registro.
Quando la prova appare evidente il pubblico ministero chiede il giudizio immediato se l’indagato è stato interrogato sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova.
Tale rito viene chiesto anche quando a seguito di invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio, l’indagato non sia comparso.
Da ultimo il Pubblico Ministero richiede il giudizio immediato entro 180 giorni dall’esecuzione della misura, per il reato in relazione al quale la persona sottoposta alle indagini si trova in stato di custodia cautelare.
Il giudizio immediato può infine essere richiesto anche dall’imputato.
Entrambi i riti si differenziano dal patteggiamento e dal rito abbreviato i quali viceversa, vengono chiesti in udienza preliminare saltando di fatto il dibattimento.

 

Giudizio direttissimo: termine a difesa e riti alternativi [ torna al menu ]

Come anticipato, nell’udienza relativa al giudizio direttissimo, dopo la convalida dell’arresto e la discussione circa l’applicazione dell’eventuale misura cautelare, il tuo Avvocato potrà chiedere un termine a difesa.
Si potrà cioè chiedere un breve rinvio per analizzare la situazione giudiziaria e comprendere al meglio quale scelta intraprendere.
Chi studia diritto ed in particolare il diritto processuale penale, si è posto senz’altro una domanda. Si è chiesto cioè se il termine a difesa sia compatibile con la richiesta di un rito alternativo quale il patteggiamento o il giudizio abbreviato.
Dopo numerose pronunce contrastanti la Corte Costituzionale ha risolto la questione in senso positivo.
La Corte ha in particolare affermato la possibilità, nell’ambito del rito direttissimo, di fruire del termine a difesa restando impregiudicata la successiva scelta di un rito alternativo (C. Cost. n. 243/2022).

 

Cosa succede dopo il giudizio direttissimo? [ torna al menu ]

Al termine del giudizio direttissimo, sia nel caso in cui si sia optato per un altro rito alternativo (rito abbreviato o patteggiamento) sia nel caso in cui sia stato celebrato il dibattimento, verrà emessa dal Giudice una sentenza.
Tale sentenza non sarà definitiva ma potrà essere impugnata con uno specifico mezzo di impugnazione: l’appello.
Al termine del secondo grado di giudizio potrà essere proposto, se ne sussistono i motivi, il ricorso per Cassazione ed al termine del relativo grado la sentenza potrà dirsi definitiva.
Solo a questo punto la pena eventualmente comminata, in assenza di sospensione condizionale, potrà essere eseguita.

 

Giudizio direttissimo: conclusioni [ torna al menu ]

Il giudizio direttissimo (art 449 cppclicca qui per prenderne visione) come visto, è un rito alternativo la cui funzione è quella di accorciare la durata del processo saltando l’udienza preliminare.
Soprattutto nei casi in cui vi sia stato un arresto l’ansia o lo stress possono giocare brutti scherzi.
In questo rito infatti l’immediatezza e la prontezza nel prendere decisioni complesse può fare la differenza.
Per questo motivo, ti consiglio di rivolgerti ad un Avvocato penalista che sappia indicarti la giusta strategia e le conseguenze della tua scelta.
Se devi affrontare un processo che proviene dal rito direttissimo, contattami.

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