Processo penale: fasi, gradi e svolgimento

processo penale

Affrontare un processo penale può comportare numerose problematiche da un punto di vista giudiziario ma anche personale e/o professionale.
Ma cosa succede durante un processo penale?
Mi chiamo Mattia Fontana ed esercito la professione di Avvocato penalista a Roma. In questo articolo ti parlerò di cosa vuol dire affrontare un processo penale, delle fasi e dei gradi di cui è composto e delle possibili conseguenze.

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Il processo penale è una strada lunga e tortuosa, dagli esiti spesso imprevedibili. In Italia non è possibile difendersi autonomamente in un processo, pertanto è necessario rivolgersi ad un Avvocato penalista.
Scopo del legale sarà quello di difendere al meglio il proprio assistito dimostrandone l’innocenza.
Nel caso in cui si difenda la parte civile (di cui meglio più avanti) lo scopo sarà invece quello di dimostrare la responsabilità dell’imputato.
Ma scendiamo nel dettaglio e scopriamo cos’è e cosa si rischia in un processo penale.

 
 

Diritto penale e processo [ torna al menu ]

Il diritto penale è quella branca del diritto che prevede l’irrogazione di determinate sanzioni (pene) nei confronti di quei soggetti che hanno commesso fatti illeciti che vengono riconosciuti dall’Ordinamento come reati.
Il processo penale consente appunto di accertare l’eventuale responsabilità penale di un soggetto circa la commissione di un determinato reato.
Parti fondamentali del processo penale sono: il Pubblico Ministero (al quale spetta l’obbligo di esercitare l’azione penale), l’indagato/imputato (è il soggetto del quale va accertata la responsabilità penale), il Giudice (a cui spetta il dovere di giudicare l’imputato ritenendolo colpevole o innocente).
Esistono poi parti eventuali come ad esempio la parte civile, di cui parleremo più avanti.
Il processo penale, come vedremo, consta di più fasi e gradi il cui scopo è tuttavia unitario: accertare l’eventuale responsabilità penale dell’imputato.

 

Azione penale: cos’è [ torna al menu ]

A mente dell’articolo 112 della Costituzione il Pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.
In altri termini il Pubblico ministero è vincolato ad iniziare l’azione investigativa quando viene a conoscenza di fatti che possono essere qualificati come reato.
Attraverso questo principio viene affermata l’indipendenza del Pubblico Ministero e viene impedito che quest’ultimo riceva direttive o istruzioni volte ad incidere sulla sua attività.
L’azione penale deve essere esercitata dal P.M. nei casi in cui non deve richiedere l’archiviazione, formulando l’imputazione. Ciò può avvenire con la richiesta di rinvio a giudizio (modo ordinario) oppure con una delle altre forme previste dalla Legge. Il P.M. può infatti avanzare richiesta di: applicazione della pena su richiesta delle parti, giudizio direttissimo, giudizio immediato, procedimento per decreto).

 

Fasi del processo penale [ torna al menu ]

Quando si parla di processo bisogna innanzitutto tenere distinti due termini che all’apparenza possono sembrare sinonimi: procedimento penale e processo penale.
Con l’espressione “procedimento penale” si intende l’insieme di atti che precedono l’esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero.
In questa fase vengono compresi tutti gli atti iniziali come ad esempio le indagini preliminari.
Per “processo penale” si intende invece la fase che va dall’esercizio dell’azione penale fino alla sentenza, che può essere di assoluzione (se l’imputato viene ritenuto innocente) o di condanna (quando l’imputato è ritenuto colpevole).
Questa fase comprende ad esempio, nel caso in cui venga scelto il rito ordinario, il dibattimento (e quindi l’escussione dei testimoni in aula, la produzione di prove ecc..).
Durante il primo grado di giudizio è in ogni caso possibile non scegliere la “strada ordinaria” ma optare per un rito alternativo (come il rito abbreviato, il patteggiamento o la messa alla prova).
Queste vie alternative rappresentano scelte processuali che devono essere vagliate attentamente dall’imputato e dal suo difensore.
Per i reati per i quali è prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a quattro anni la Legge prevede un ulteriore passaggio. Al termine delle indagini preliminari infatti verrà celebrata una udienza, chiamata udienza preliminare, nella quale il G.U.P. deciderà se rinviare o meno a giudizio l’imputato.
Con la Riforma Cartabia, per i reati per i quali è invece prevista la citazione diretta, è stata prevista un’udienza predibattimentale. Tale udienza ha una funzione, più o meno simile, a quella dell’udienza preliminare.

 

Schema processo penale [ torna al menu ]

È possibile illustrare graficamente quanto detto poc’anzi prendendo in considerazione esclusivamente il primo grado del processo penale.

schema processo penale
Schema del processo penale

Come già evidenziato, la sentenza di primo grado non è una sentenza definitiva, pertanto se anche l’imputato dovesse essere condannato, per ipotesi, a dieci anni di reclusione, non finirà immediatamente in carcere (a meno che non vi abbia già fatto ingresso perché è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere).
Senza addentrarci in quest’ultima ipotesi, ci si può limitare ad affermare che solo all’esito di una sentenza definitiva la pena verrà eseguita (e quindi eventualmente il condannato farà ingresso in un istituto penitenziario).

 

Costituzione di parte civile nel processo penale [ torna al menu ]

La parte civile come detto rappresenta una parte eventuale del processo penale.
Costituirsi parte civile infatti non è un obbligo bensì una scelta riservata alla persona danneggiata dal reato.
Può infatti costituirsi parte civile colui che è stato danneggiato dal reato, sia esso una persona fisica o giuridica (una società), ma anche i suoi eredi (ad es. in caso di omicidio), al fine di ottenere la restituzione o il risarcimento del danno dall’imputato.
Scopo della costituzione di parte civile è proprio quello di ottenere la soddisfazione della propria pretesa di natura civilistica in sede penale, ossia un risarcimento del danno.
È possibile costituirsi parte civile prima dell’inizio dell’udienza preliminare o nell’udienza predibattimentale. (Questa udienza è stata introdotta dalla Riforma Cartabia, che più avanti vedremo).
In ogni caso la costituzione di parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo penale (quindi anche in appello ed in cassazione).

 

Processo penale: conseguenze [ torna al menu ]

La conseguenza naturale del processo penale è la pronuncia di una sentenza.
La sentenza può essere fondamentalmente di due tipi: di assoluzione o di condanna.
Con la prima, ai sensi dell’art 530 cpp, il Giudice assolve l’imputato perché non lo ritiene responsabile del reato che gli è stato contestato. Le formule assolutorie sono: il fatto non sussiste, l’imputato non lo ha commesso, il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, il reato è stato commesso da persona non imputabile o non punibile.
Il Giudice può assolvere anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova.
Se invece l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio, il Giudice pronuncia sentenza di condanna ai sensi dell’art 533 cpp.
Vale la pena di ricordare che, ai sensi dell’art 27 della nostra Costituzione, l’imputato deve essere considerato innocente fino alla sentenza definitiva, ossia per tutta la durata del processo penale.

 

Gradi di giudizio penale [ torna al menu ]

Esistono essenzialmente tre gradi di giudizio penale: primo grado, appello, cassazione.
Il primo grado viene celebrato di fronte al Tribunale ordinario, il quale può essere composto da un solo giudice (cd. Giudice monocratico) o da più Giudici (cd. Tribunale in composizione collegiale). La composizione dell’organo giudicante dipende dalla gravità del reato contestato.
I reati meno gravi sono di competenza del Giudice di Pace penale, quelli più gravi sono invece di competenza della Corte d’Assise, ma il processo segue, in linea di massima, le medesime regole.
Quale che sia il Giudice competente il processo penale si compone di più “gradi”.
Ad esempio il primo grado di giudizio celebrato di fronte al Tribunale (sia esso in composizione monocratica o collegiale) termina con una sentenza.
Quest’ultima può essere impugnata, in tal caso comincerà il secondo grado dinanzi alla Corte D’Appello. All’esito del secondo grado verrà pronunciata una nuova sentenza che potrà essere nuovamente impugnata (solo per motivi di legittimità) di fronte alla Corte di Cassazione (terzo grado di giudizio).
Solo quando sono esauriti tutti i mezzi di impugnazione la sentenza diviene definitiva ed il processo si chiude.
Ma quanto dura in media un processo penale? Di questo parleremo nel prossimo paragrafo.

Obiettivo primario dello Studio Legale Penale di Roma fondato dall’Avvocato penalista Mattia Fontana, è quello di garantire la miglior difesa e tutela per i propri assistiti.
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Durata processo penale [ torna al menu ]

La domanda posta poc’anzi è la classica domanda da un milione di dollari.
In realtà non esiste né una risposta certa, né una sola risposta possibile.
La durata di un processo dipende infatti da molteplici variabili, tra le quali il numero degli imputati, la difficoltà nella ricostruzione dei fatti, le scelte effettuate.
Processi con un unico imputato, dove i fatti risultano chiari e nei quali venga ad esempio scelto un rito alternativo (che consente di accorciare notevolmente la durata complessiva del processo) potranno avere una durata accettabile.
Ad ogni modo è stato accertato che la durata media di un processo penale, dalla fase delle indagini preliminari fino alla sentenza della Corte di Cassazione si attesta intorno ai 1.600 giorni (circa quattro anni e mezzo).
È stato inoltre dimostrato che i distretti nei quali i processi penali hanno una durata maggiore sono quello di Reggio Calabria, Napoli e Roma nei quali i processi durano in media più di sei anni.
Il grado di giudizio in cui il processo rimane fermo per più tempo è la Corte d’appello, dove la durata media dei processi è di 759 giorni.

 

Riforma processo penale [ torna al menu ]

Il processo penale, così come tutto il diritto, è in continua evoluzione. Nel corso degli anni numerose riforme hanno interessato il processo modificandone alcuni aspetti.
Le riforme che si sono succedute durante l’ultimo decennio hanno avuto quale obiettivo primario proprio quello di accorciare la durata del processo e di garantire la certezza della pena (ad esempio intervenendo ripetutamente sull’istituto della prescrizione suscitando non poche polemiche).
Tra le ultime riforme intervenute sul processo penale è possibile citare la Riforma Cartabia che ha apportato numerose novità.
È stato ad esempio confermato lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado prevedendo tuttavia una durata massima di due anni per i processi d’appello e di un anno per quelli di Cassazione.
Si è poi intervenuti al fine di rendere più efficiente la giustizia attraverso la cd. digitalizzazione del processo.
Sono state previste norme volte ad incentivare il ricorso ai riti alternativi, è stata limitata la previsione dell’udienza preliminare a reati di particolare gravità ed è stata prevista un’udienza predibattimentale.

 

Processo penale minorile [ torna al menu ]

Con tale paragrafo sfatiamo un’altra leggenda metropolitana che spesso circola tra i non esperti di diritto.
Il minorenne infatti, diversamente da quanto si crede, può essere chiamato a rispondere penalmente per i fatti di reato che gli sono contestati perché è considerato dalla Legge un soggetto imputabile (con alcune doverose precisazioni).
Se il processo per i maggiorenni viene celebrato dinanzi al Tribunale ordinario il procedimento per i minorenni segue un’altra strada. Competente a decidere sulla responsabilità dell’imputato minorenne è infatti il Tribunale per i minorenni.
Di fronte a questo Tribunale vengono applicate le regole del processo penale ordinario ad eccezione di alcune specifiche norme previste al fine di tutelare il minore.
Per imputato minorenne deve intendersi il soggetto che ha compiuto i quattordici anni ma non i diciotto.
Sotto il limite dei quattordici anni la Legge ritiene che l’individuo non possa essere chiamato a rispondere penalmente delle proprie azioni.
Ai sensi dell’art 97 cp infatti “non è imputabile chi, al momento del fatto, non aveva compiuto i quattordici anni”.

 

Revisione processo penale [ torna al menu ]

L’istituto della revisione, previsto dagli artt 629 e successivi del codice di procedura penale, è un mezzo di impugnazione straordinario.
Si tratta cioè di una impugnazione che può essere proposta, diversamente dai mezzi di impugnazione ordinari (come l’appello o il ricorso per cassazione) anche quando la sentenza è divenuta definitiva (cioè quando in linea teorica non sarebbe più possibile proporre alcuna impugnazione).
Ovviamente la revisione può essere proposta in casi tassativi individuati dalla Legge dall’art 630 cpp.
Senza voler ulteriormente addentrarci nei meandri di questo istituto possiamo limitarci ad affermare che la revisione è proponibile quando emergano elementi alla luce dei quali il condannato risulti innocente o comunque, sorga un ragionevole e concreto dubbio circa la sua colpevolezza.

 

Processo penale: conclusioni [ torna al menu ]

Come hai potuto constatare, affrontare un processo penale (clicca qui per una esatta definizione) può essere davvero fonte di ansia e stress. L’eventuale sentenza di condanna può inoltre portare a conseguenze devastanti per la propria vita, non solo da un punto di vista giudiziario ma anche lavorativo (ti consiglio questo articolo: precedenti penali: cosa sono e cosa comportano).
Lo stesso discorso vale per la vittima del reato, la quale è in costante ricerca di giustizia.
In entrambi i casi non puoi fare a meno di rivolgerti ad un Avvocato penalista, che rappresenta l’unico professionista in grado di consigliarti sulle scelte da prendere e sulla strategia processuale da adottare.
Se devi affrontare un processo penale in qualità di indagato oppure in qualità di vittima del reato, contattami.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Giusy

    Mi hanno chiamato per una persona ingo4di fatti o deposto la mia testimonianza .andrò a giudizio?

    1. Avv. Mattia Fontana

      Il commento non è molto chiaro. Ad ogni modo se è stata ascoltata come persona informata sui fatti e l’indagine riguarda un altro soggetto potrà essere chiamata nell’eventuale giudizio esclusivamente come testimone.
      Cordialmente
      Avv. Mattia Fontana

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